Domenica, 8 Dicembre 2019

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GAS: DALLA CRISI ENERGETICA ALLE POSSIBILI SOLUZIONI


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Il braccio di ferro tra Russia, Ucraina e Unione Europea sulla fornitura di gas che pareva essersi risolto ieri, ha fatto segnalare una nuova critica puntata nella giornata odierna. L'accordo sottoscritto ieri, infatti, che doveva portare allo sblocco delle forniture del gas russo verso l'Ucraina pare aver tralasciato alcuni aspetti tecnici della questione, ovvero su quale dei due paesi dovesse garantire la funzionalità della rete di fornitura verso l'Europa. La situazione appare di nuovo critica e si presta a diverse valutazioni, soprattutto in riferimento al presente e futuro del sistema energetico del nostro paese. In primo luogo appare chiaro come la politica energetica italiana sia sia dimostrata assolutamente poco lungimirante, soprattutto in relazione al fatto che siamo un paese scarsamente dotato di risorse energetiche proprie. Se a questa situazione strutturale si associa il fato che le politiche strategiche di approvvigionamento, si sono dimostrate più che strategiche volte solamente al mantenimento di adeguati livelli di utili, si capisce come qualsiasi sussulto dei paesi fornitori porta con sé il timore di rimanere a secco, o di dover negoziare nuovi accordi con altri fornitori, in posizione critica. Questo a mio parere, ci porta ad una condizione strutturale di debolezza contrattuale soprattutto in momenti di crisi, o comunque di instabilità politica ed economica globale, come quello che stiamo attraversando. Condizione che viene solamente in parte attenuata dall'importanza politica di uno Stato come l' Italia nel panorama europeo e dall'indiscutibile “peso” economico delle nostre aziende energetiche nello scenario mondiale.

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In attesa di nuovi sviluppi e, riducendo la portata dell'analisi a scenari più quotidiani è da rilevare, come questa crisi potrebbe portare delle ripercussioni sensibili nelle tasche delle famiglie. L'associazione dei consumatori AdocAdoc, ha infatti stimato gli effetti della crisi in un aggravio dei costi nell'ordine di 150 euro annui a famiglia . Stima che peraltro tiene conto anche del notevole abbassamento dei costi del petrolio sui mercati, aspetto che dovrebbe contribuire ad abbassare i costi del gas (sebbene allo stato attuale si rilevi una diminuzione dei costi pari solamente al 1%). In questo scenario la soluzione a breve proposta dall'Adoc prevede la riduzione dell'Iva sul gas al 10%, senza limiti per i consumi di chi ha la caldaia autonoma o il riscaldamento centralizzato. La ColdirettiColdiretti interviene sull'argomento sottolineando la “necessità di differenziare sempre più le fonti di approvvigionamento energetico per evitare di trovarsi spiazzati dalla dipendenza da questo o quel Paese produttore” Nella fattispecie , l'associazione dei  In attesa di nuovi sviluppi e, riducendo la portata dell'analisi a scenari più quotidiani è da rilevare, come questa crisi potrebbe portare delle ripercussioni sensibili nelle tasche delle famiglie. L'associazione dei consumatori AdocAdoc, ha infatti stimato gli effetti della crisi in un aggravio dei costi nell'ordine di 150 euro annui a famiglia . Stima che peraltro tiene conto anche del notevole abbassamento dei costi del petrolio sui mercati, aspetto che dovrebbe contribuire ad abbassare i costi del gas (sebbene allo stato attuale si rilevi una diminuzione dei costi pari solamente al 1%). In questo scenario la soluzione a breve proposta dall'Adoc prevede la riduzione dell'Iva sul gas al 10%, senza limiti per i consumi di chi ha la caldaia autonoma o il riscaldamento centralizzato. La ColdirettiColdiretti interviene sull'argomento sottolineando la “necessità di differenziare sempre più le fonti di approvvigionamento energetico per evitare di trovarsi spiazzati dalla dipendenza da questo o quel Paese produttore” Nella fattispecie , l'associazione dei consumatori, rileva l'importanza della diffusione di piccole strutture agroenergetiche, alimentate a biomasse al fine di sviluppare un nuovo piccolo modello energetico che coniughi sostenibilità ambientale, sociale ed energetica e permetta al tempo stesso di ridurre, quantomeno in minima parte, la dipendenza energetica dall’estero. Secondo i dati proposti dalla Coldiretti, attraverso l’utilizzazione delle fonti rinnovabili dell’agricoltura si può’ arrivare a coprire oltre il 13% del fabbisogno energetico nazionale, con una riduzione complessiva di gas serra di 12 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2 all’anno).

 

CREDIT
Si ringrazia l'utente
nikonphotoslavenikonphotoslave di flickr per l'immagine


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