Recentemente abbiamo analizzato il
rapporto
2010 di Legambiente sui Comuni rinnovabili, ovvero sullo stato di
"penetrazione" degli impianti che producono energia da fonti
rinnovabili nei comuni italiani. Lo scenario descritto fu tutto
sommato soddisfacente, sebbene la strada da percorrere verso una
maggior indipendenza energetica dalle fonti fossili sia ancora molto
lunga. Uno degli aspetti critici delle fonti rinnovabili è senza
dubbio la variabilità in rapporto all'efficienza di fonti come
l'eolico (soprattutto) e il solare, soggette ovviamente
all'instabilità delle condizioni climatiche. Può accadere allora
che la rete elettrica non sia in grado di assorbire i picchi di
energia prodotta ad esempio da impianti eolici in giornate
particolarmente ventose, col risultato di dover in qualche modo
sprecare l'energia elettrica prodotta. A questo tipo di problemi si
può ovviare introducendo le cosiddette smart grids, ovvero reti
elettriche intelligenti in grado di distribuire in
modo dinamico ed in tempo reale eventuali surplus di energia da una
zona all'altra. Senza l'utilizzo di questi sistemi l'efficienza di
tutto il sistema energetico delle rinnovabili è "molto" limitata,
soprattutto al crescere delle istallazioni.
Per questa ragioni
L'Autorità per L'Energia Elettrica e il Gas ha deciso (finalmente)
di incentivare alcuni progetti pilota per lo sviluppo delle smart
grids. L'obiettivo è quello di rendere efficiente l'uso delle
risorse e degli impianti rinnovabili, migliorando l'interazione tra
produttori e consumatori e bilanciando con flessibilità, la
produzione e la domanda di energia elettrica nelle varie zone. In
particolare il provvedimento contenuto nella delibera Arg/elt
39/10
consentirà di incentivare in modo selezionato,
attraverso una specifica remunerazione tariffaria, gli investimenti
sulle reti e l'installazione di sistemi di misurazione intelligenti
(smart metering), essenziali per la promozione delle smart
grids. Nel provvedimento sono definiti i criteri e la procedura di
selezione per i progetti pilota attraverso i quali ci si propone di
sperimentare :
-
nuovi sistemi di controllo della qualità del servizio
-
il comportamento delle reti in presenza di un numero elevato di piccoli impianti di produzione e un quantitativo di energia prodotta superiore al fabbisogno
-
Sistemi avanzati di comunicazione bidirezionale con gli utenti della medesima rete, per instaurare con essi un canale di comunicazione proattivo
-
inserimento di sistemi di accumulo per la regolarizzazione dei flussi energetici.
Questo
provvedimento dell'Autorità per l'Energia e il Gas si inserisce in
un ampio contesto regolatorio che ha le sue radici in Europa e si
propone la promozione e lo sviluppo di reti di trasmissione e
distribuzione dell'energia elettrica, a vantaggio dei consumatori e
dell'ambiente. La diffusione e sviluppo delle smart grids e
di contatori intelligenti (smart metering), sono temi al
centro del dibattito in tutta Europa, anche alla luce della recente
Direttiva anche in Europa, soprattutto alla luce della recente
Direttiva
2009/72/CE
sul mercato interno dell'energia elettrica ,
come sottolinea il presidente dell'Autorità Alessandro Ortis.
Ricordiamo in chiusura che smart grid e
super grid sono gli elementi essenziali dello schema sviluppato da
GreePeace, per coprire il 90% del fabbisogno di elettricità
dell'Europa tramite fonti rinnovabili . In questo schema, che vi
invito a leggere, Greenpeace ipotizzava che il progetto (che
coinvolge anche il Nord Africa) sarebbe finanziabile con un aumento
delle bollette elettriche europee di circa 0,15 centesimi di euro per
kilowattora nei prossimi 40 anni.
[Via: Autorità per l'Energia e il Gas ] |
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RISORSE:
-
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CREDIT
Si Ringrazia l'utente Ian
Muttoo
di flickr per l'immagine
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