Dopo aver presentato i dati elaborati
dall'Ufficio
Studi di Ancc-Coop sugli effetti della crisi sui consumi,
torniamo oggi sul tema per presentare i risultati della Cgia di
Mestre sulla spesa media delle famiglie. Secondo l'associazione nel
2009 la diminuzione complessiva ha raggiunto i 12,6 miliardi di euro,
con una contrazione dei consumi medi annui per ciascun nucleo
familiare di circa 516 euro, ovvero 43 euro mensili. In termini
percentuali il calo della spesa media mensile delle famiglie
italiane, secondo
le rilevazioni Istat, è stato pari all'1,7% rispetto al 2008.
L'importo in termini assoluti pari a 2442 euro mese (dato medio italiano) è dato dalla
somma della spesa media mensile per gli alimentari e le bevande (461
euro, pari al 18,9% della spesa totale) e di quella per i non
alimentari (1981 euro, pari all81,9% di quella totale). S
econdo
l'indagine della Cgia la contrazione sugli alimentari e le bevande è
stata pari al 2,9% (13,2 euro mensili pari a 158,4 euro annui) annui,
mentre i beni non alimentari hanno subito una riduzione più
contenuta di circa l'1,4% ( 29 euro al mese, pari a 348 euro
annui).Tra le voci di spesa che hanno subito una contrazione a causa
della crisi troviamo, oltre agli alimentari, i trasporti e i servizi
per la casa (-18,9 euro mensili pari a 226,8 euro lanno),
labbigliamento e le calzature (-7,7 euro mensili pari a 92,4 euro
lanno). Aumentano invece le spese per labitazione per un
importo mensile di 14,3 euro (ovvero, 171,6 euro lanno) e quelle
per i combustibili ed energia pari a 4,9 euro mensili (58,8
lanno). Per approfondire i costi dell'abitazione negli ultimi
dieci anni consigliamo di leggere lo studio
dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Tra le poche
notizie positive di questa situazione vi è la forte
contrazione delle spese per tabacchi (la più forte registrata tra
tutti i beni oggetto di analisi) pari al 12,8%.
A livello geografico le famiglie che
hanno registrato la maggiore capacità di spesa mensile sono quelle
del Nord, nello specifico quelle lombarde ( 2929 euro al mese),
seguite da quelle Venete (2857 euro al mese) e da quelle dell'Emilia
Romagna (2799 euro al mese). Dall'altra parte è il Mezzogiorno a far
registrare la minor capacità di spesa, con in testa la Basilicata,
con una spesa media mensile di 1862 euro, quelli della Calabria, con
1795 euro, e quelli della Sicilia, con 1721 euro. La media italiana
è, come detto, di 2442 euro mese, con una differenza della capcaità di spesa, Testa-Coda, tra Lombardia e
Sicilia di quasi il 70%.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
A livello di riduzioni dei consumi, le
regioni del Nordest sono quelle che hanno registrato una contrazione
maggiore (Trento, Bolzano e il Veneto) assieme alla Sardegna e alla
Toscana. La contrazione della spesa mensile maggiore ha interessato
la provincia di Trento (-320 euro ), seguita dalla Sardegna (-202
euro), dalla provincia di Bolzano (-200 euro), dalla Toscana (-137
euro) e dal il Veneto (-118 euro).
Nel commentare i dati il segretario
della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato che la
crisi economica, con un numero sempre maggiore di disoccupati, di
cassaintegrati e con la forte sfiducia che ha investito tutti i
consumatori (e che secondo
Confesercenti continua a perdurare), ha comportato una drastica
riduzione delle capacità di spesa delle famiglie italiane che
continua a condizionare negativamente leconomia del Paese. Per far
ripartire i consumi, continua Bortolussi, è necessario che le
famiglie italiane abbiano più soldi in tasca. Occorre per cui far
ripartire gli investimenti pubblici nelle grandi infrastrutture per
creare le condizioni per incrementare loccupazione e avviare una
seria riforma che alleggerisca il carico fiscale premiando, in
particolar modo, le famiglie più numerose che sono state le più
colpite dalla crisi economica.
[Via: Cgia ] |
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CREDIT
Si ringrazia 'l'utente gab
di flickr per l'immagine
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