Lunedi, 20 Gennaio 2020

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GIOVANI E ALCOL: LA PRIMA BIRRA A 14 ANNI, QUASI UN QUARTO COMPIE RIPETUTI COMPORTAMENTI A RISCHIO


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In Italia otto cittadini su dieci consumano alcol, tra cui il 90% dei maschi e il 79% delle femmine. A riferirlo è l'istituto Doxa, nella sesta indagine “gli italiani e l'alcol” commissionata dall’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, con l'obiettivo di indagare i comportamenti, le opinione e gli atteggiamenti che collegano la popolazione al consumo di alcolici. L'inchiesta che ha coinvolto 2.026 cittadini, si è poi concentrata soprattutto sulla fascia di età considerata giovanile, ovvero quella compresa tra i 13 e i 24 anni.
Nel rapporto emerge che il 63% dei giovani adulti (di età superiore ai 13 anni) sono consumatori regolari di alcol, il 15,6% sono consumatori occasionali, 21,4% non consumatori.
Tra le bevande alcoliche il vino risulta essere quella più consumata, con il 63% degli intervistati che ha dichiarato di aver bevuto vino nei tre mesi precedenti l'indagine. Al secondo posto troviamo la birra con il 56% delle segnalazioni, seguita da aperitivi, digestivi e altre bevande a media gradazione (34%) e dai superalcolici (23%).
L'84% della popolazione che beve alcolici, lo fa solitamente a casa, durante i pasti e optando per il vino. Il consumo di birra, invece, prevale nei bar, pub, birrerie con una percentuale del 51,4% della popolazione (consumo sociale). In proposito il Vice Presidente dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, Michele Contel, ha sottolineato come l'abitudine al consumo di tipo alimentare sia ancora dominante. La maggior parte degli italiani è lontana dai modelli dello sballo del sabato sera e difficilmente abusa prima di mettersi al volante. Da questo punto di vista, Contel sostiene che il migliore degli anticorpi contro l’abuso di alcol è proprio in famiglia. Detto questo non vanno comunque sottovalutati i dati relativi all'abuso giovanile e adulto, spesso connessi a problematiche interiori e a disagi collettivi che confinano pericolosamente con l'autodistruzione. Da questo punto di vista, però, ha concluso Contel, l'Italia rimane: “in una situazione decisamente migliore rispetto ai Paesi del Nord Europa sui fenomeni di abuso, proprio in forza di questa tradizione culturale, anche se essa subisce una progressiva erosione a causa della globalizzazione dei comportamenti giovanili”


DONNE E CONSUMO DI ALCOL
Una donna su tre non consuma alcol, mentre oltre la metà (il 53%) consuma alcolici regolarmente (almeno una volta a settimana). Negli ultimi 17 anni, rileva il rapporto, è cresciuta sia la percentuale di consumatrici sia la frequenza di consumo. In Italia su 100 consumatori regolari il 58,5% è costituito da maschi mentre le donne sono pari al 41,5%. Tale differenza, però si riduce fino ad un rapporto quasi paritario (49,8% maschi contro 50,2% femmine) tra i consumatori occasionali


GIOVANI E CONSUMO DI ALCOL
Il consumo giovanile di alcol si dimostra piuttosto basso nella fascia preadolescenziale (13-15 anni) per poi crescere progressivamente negli anni seguenti. I ragazzi raggiungono i livelli medi di consumo della popolazione a partire dai 16 anni per poi stabilizzarsi intorno ai 19 anni. In ogni caso a 19 anni 3 giovani su dieci non bevono alcolici, mentre dopo i 20 anni i giovani consumatori accedono a consumi regolari nell’ordine del 67%.

 


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Quasi un quarto dei giovani di età compresa tra i 13 e i 24 anni (il 23%) ha esperienze ripetute di comportamenti a rischio. Più specificamente il 29% dei giovani (il 35% dei maschi e il 22% delle femmine) dichiara di essersi ubriacato almeno una volta nella vita e quasi il 15% anche negli ultimi 3 mesi (di cui il 3% in età 13-15 anni). Il 14,6% dei sedicenni ha dichiarato di aver fatto esperienza del cosiddetto Binge drinking (almeno cinque bicchieri in due ore fuori dai pasti). Il Binge drinking, che tocca il 20,4% dei maschi e l'8,6% delle femmine, risulta in crescita nella popolazione giovanile, mentre l’ubriachezza appare stabile.
I giovani solitamente tra i 14 e i 15 anni assaggiano per la prima volta birra e vino, mentre si “aspettano” i 16 anni per provare le altre bevande alcoliche. Secondo il Presidente del Laboratorio Scientifico dell’Osservatorio, Enrico Tempesta, i dati sui giovani evidenziano un progressivo aumento dell’abuso sistematico, con i relativi rischi, visto che : “a 13 anni il sistema nervoso centrale non è ancora completamente sviluppato, una esposizione prolungata e regolare all’alcool può portare ad un ritardo della maturazione e dello sviluppo delle funzioni cognitive, a non dire di molti altri danni sociali”.
Riguardo a questo problema, ha proseguito Tempesta, l'esempio positivo della famiglia conta più che il divieto.

[Via: Alcol.netAlcol.net ]

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