Il tema dell'evasione fiscale è sempre
presente nell'agenda di qualche amministratore soprattutto quando
arriva il tempo di chiedere sacrifici economici al Paese, come per la
recente manovra finanziaria. Il recupero dell'evasione fiscale, pare
essere, sempre la carta vincente da giocare per recuperare fondi
per l'una o l'altra necessità. Non si capisce però come di fronte a
tanto impegno da parte di Politica e amministrazione tributaria, i
risultati non siano poi così efficienti, con una grossa parte
del Pil sottratta alla tassazione. Vedremo dunque se il nuovo
redditometro, messo a punto nella manovra economica, riuscirà a
rendere un po' più equo il fisco, visto che attualmente la pressione
reale delle tasse sui contribuenti è pari al 52%
Secondo Contribuenti.it il problema non
risiede nell'accertamento delle imposte evase, ma nei meccanismi di
riscossione. Secondo il Rapporto annuale 2010 redatto dallo Sportello
del Contribuente, in Italia il fisco incassa solamente il 10,4% delle
somme accertate, contro il 31% della Grecia (altro Paese finito nei
guai anche per l'evasione fiscale), il 44% dell'Albania, il 58% della
Turchia, il 64% della Romania, l'80% della Svezia, l'81% della
Spagna, l'84% del Belgio, l'87% della Francia, il 91%
dell'Inghilterra, e il 94% degli USA.
Secondo l'associazione ciò
che incentiva maggiormente l'evasione fiscale è l'inefficienza
degli esattori, associata alla bassa qualità dei servizi erogati
dalla pubblica amministrazione. Secondo le stime diffuse ogni anno
nel nostro Paese verrebbero evasi, tra imposte dirette, Iva e Irap,
dai 125 ai 163 miliardi di euro. Nello scorso anno sul totale evaso
l'amministrazione tributaria ha accertato 26,34 miliardi di euro e
riscosso solamente 2,74 miliardi di euro, pari appunto al 10,4%.
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In più, secondo il Rapporto annuale, ai contribuenti non sono molto graditi italiani i metodi utilizzati per la riscossione dei tributi, che vengono definiti come iniqui e vessatori. Soprattutto per quanto riguarda i mezzi coercitivi, utilizzati in modo sproporzionato, col risultato che molti contribuenti sono spinti a ricorrere ai giudici tributari.
Secondo il presidente dell'associazione Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno la forbice tra accertato e riscosso è troppo elevata e il costo dell'inefficienza della Pubblica amministrazione non può essere scaricata sui contribuenti onesti". A tal proposito ricordiamo che anche secondo la Cgia di Mestre, in Italia l'alto livello delle tasse non è compensato da un altrettanto valore dei servizi erogati ai cittadini
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