Venerdi, 19 Luglio 2019

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NEL 2011 BEN 694 SCADENZE FISCALI ATTENDONO I CONTRIBUENTI, 2,75 PER OGNI GIORNO LAVORATIVO


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Più volte su Blogrisparmio abbiamo sottolineato come la complessità del Fisco sia una delle principale cause dell'inefficienza del sistema tributario nel nostro Paese. Secondo una recente indagine del Censis, infatti, quasi otto italiani su dieci giudicano il sistema fiscale troppo complicato mentre quasi un quarto desidererebbe una semplificazione del sistema tributario.
Sul tema è ritornata anche la Confesercenti in un'indagine che ha messo in luce come il sistema fiscale italiano non solo sia complicato, ma risulti addirittura al limite dell'oppressivo. Il punto non è solo la pressione fiscale, che in Italia risulta essere la terza più alta tra i Paesi Ocse, dietro solamente a Danimarca e Svezia, ma piuttosto il fatto che gli adempimenti fiscali, non sembrano finire mai. Infatti nel recente studio “Paying Taxes 2011", realizzato dalla Banca mondiale in collaborazione con PWC, l'Italia si è piazzata al 123° posto su 183 Paesi nella graduatoria sulla complessità degli adempimenti fiscali, richiedendo (ad un'azienda) 285 ore di lavoro per far fronte agli adempimenti (ben 60 ore in più della media europea).
Approfondendo il tema delle scadenze fiscali, la Confesercenti ha scoperto che nel 2011 attendono i contribuenti ben 694 adempimenti che interessano 103 giorni. Ogni mese si contano in media 57,8 scadenze, pari cioè a 2,75 per ciascuno dei 252 giorni lavorativi del 2011. Luglio è il mese più frenetico, dal punto di vista fiscale, con ben 74 scadenze, di cui 45 concentrate nel solo giorno 16, mentre maggio è quello più tranquillo con “solo” 49 scadenze.
Molti degli adempimenti, rileva, l'associazione sono frutto di una ripetitività che non sempre appare mirata ad agevolare il contribuente o l'erario.


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Senza considerare che tali complicazioni burocratiche si accompagnano ad oneri amministrativi per il pagamento delle imposte che rappresentano un impegno non indifferente, dal punto di vista economico, per le piccole e medie imprese italiane. A tal proposito ricordiamo che la stessa Agenzia delle Entrate ha comunicato che la burocrazia fiscale costa alle piccole e medie imprese italiane 2,7 miliardi l’anno, ovvero pari in media a 2029 euro l'anno ad impresa. Un dato già di per sé grave, che secondo Confesercenti può essere addirittura sottostimato, perchè considera solamente un limitato numero di adempimenti.
L'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate è comunque quello di tagliare entro il 2012 i costi del 25%, come previsto dal c.d. “taglia oneri amministrativi” (art. 25 del D.L. 112/2008), permettendo così un risparmio ad impresa di circa 500 euro, per complessivi 700milioni.
In chiusura ricordiamo che secondo un calcolo effettuato da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, ogni anno in Italia vengono emanate 62500 nuove norme tributarie (considerando anche circolari ministeriali, risoluzioni e direttive emesse).

  [Via: ConfesercentiConfesercenti ]


 
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