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Abbiamo visto come una delle aree di
impegno prioritario nella sfida alla sostenibilità, come indicato
nel rapporto
Sodalitas, sia l'ambiente, soprattutto per quanto riguarda la
riduzione dei consumi e dell'impatto ambientale dei prodotti, oltre
che all'aumento dell'efficienza energetica.
Nella consapevolezze delle imprese c'è
sempre più la convinzione che migliorare l'impegno nella
sostenibilità ambientale sia anche un ottimo modo per migliorare la
performance generale e l'immagine del brand aziendale. Tutto questo
si traduce anche ovviamente in una maggior fidelizzazione dei
clienti, sempre più attenti alle tematiche ambientali e al risparmio
nei consumi.
Per cercare di orientare al meglio le
scelte dei consumatori Greenpeace ha pubblicato l'Eco guida ai
prodotti elettronici verdi, giunta oramai alla quindicesima edizione.
La guida si occupa di classificare i 18 migliori produttori di
personal computer, telefoni cellulari, televisori e console di gioco
in base alla capacità di gestire le sostanze tossiche, alle scelte
in materia di riciclaggio e alle politiche nel settore
energetico. Tre gli obiettivi richiesti da Greenpeace alle aziende:
- Pulire i loro prodotti eliminando
sostanze pericolose.
- Riprendere e riciclare i loro
prodotti in maniera responsabile, una volta diventati obsoleti.
- Ridurre l'impatto climatico delle
loro operazioni e dei prodotti.
Per quanto riguarda la pericolosità
dell'impatto ambientale di certi prodotti, abbiamo già visto come
soprattutto la presenza dii metalli pesanti, ftalati e ritardanti di
fiamma impongano il corretto smaltimento
dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. E come
in Europa (presto in anche In Italia) esistono delle leggi precise
che obbligano i distributori a smaltire i cosiddetti RAEE
LA CLASSIFICA DI GREENPEACE
Rispetto alla precedente edizione di
Gennaio 2010, l'ecoguida aggiornata a maggio boccia Dell, Samsung e
Toshiba che non hanno mantenuto la promessa di ripulire la propria
catena produttiva dalla plastica in PVC e dai ritardanti di fiamma.
Queste sostanze (soprattutto il bromo) contaminano l'ambiente durante
tutto il ciclo di vita del prodotto, da quando viene creato,
all'utilizzo fino allo smaltimento. GreenPeace ha deciso di
penalizzare queste aziende soprattutto perchè esistono alternative
per sostituire questi composti pericolosi. Per l'impegno mostrato
invece nell'eliminazione di queste sostanze vengono premiate aziende
come Apple, Hp, HCL e Wipro dimostrando, una volta di più, che fare
a meno di certe sostanze è possibile. Del Colossi come Sony
Ericsson, HP e Acer hanno fatto sentire il proprio peso per
influenzare il processo di revisione della Direttiva RoHS
(Restriction of Hazardous Substances in electronics). L'idea portata
avanti da queste aziende è proprio quella di proibire luso del
PVC e di tutti i ritardanti di fiamma a base di bromo nei prodotti
tecnologici.
A guidare la classifica è ancora una volta Nokia con
un punteggio di 7,5 su 10( a gennaio il punteggio era 7,3). L'azienda
svedese pur non sostenendo apertamente, nel processo di revisione
alla direttiva RoHS,il bando alla plastica in PVC e a tutti i
ritardanti di fiamma a base di bromo, ha eliminato i composti a base
di bromo, ritardanti di fiamma
clorurati e il triossido di antimonio
da tutti i nuovi modelli. In più l'amministratore delegato
dellazienda
ha dichiarato aperto sostegno alla riduzione dei gas
serra del 30% nei paesi industrializzati entro il
2020.