Venerdi, 15 Novembre 2019

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ANALISI DEL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO: IL 10,7% DELLA DOMANDA COPERTO DALLE FONTI RINNOVABILI


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Analisi del Sistema Energetico Italiano: il 10,7% della Domanda Coperto dalle Fonti Rinnovabili | Riduzione Emissioni | Istat |

Abbiamo analizzato nei giorni scorsi, con l'aiuto di Legambiente, il piano di azione nazionale per lo sviluppo delle rinnovabili, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico per raggiungere gli obiettivi europei in termini di riduzione delle emissioni e produzione di energia da fonti rinnovabili. Oggi presentiamo il rapporto Istat sul sistema energetico italiano nel 2009 e con riferimento agli ultimi dieci anni. Come spesso abbiamo detto gli obiettivi fissati dall'Unione Europea per gli stati membri riguardano la riduzione del 20% delle emissioni (rispetto ai livelli del 1990), il raggiungimento della quota di fonti rinnovabili del 20% rispetto al consumo finale e il miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia del 20%. Per il nostro Paese l'obiettivo è quello del raggiungimento del 17% del consumo finale lordo, come previsto dal piano nazionale e della riduzione dei gas serra del 14% rispetto al 2005.
Per quanto riguarda le emissioni l'obiettivo del 14% dovrà essere raggiunto tramite riduzione del 21% delle emissioni relative al settore cosiddetto ETS (emissioni verificate a livello di impianto) e del 13% del settore non ETS. I settori ETS nello specifico sono quelli di produzioni di elettricità da combustione, produzione di cemento, vetro, carta, raffinerie di petrolio e acciaierie, mentre i settori non ETS più rilevanti sono il trasporto stradale, marittimo, aereo e l’agricoltura.
Ricordiamo che, sempre secondo l'Istat, le città Italiane sono tra le più inquinate di Europa.


PRINCIPALI RISULTATI
L'Istat rileva come nel 2009 risulti ancora predominate la dipendenza da combustibili fossili, sopratutto petroliferi, che incidono per il 41% del consumo interno lordo. La disponibilità di energia da fonti rinnovabili è aumentata dell'1,8% rispetto ad un anno prima (2008), mentre è diminuita di 0,9% la quota di gas naturale e dell'1,3% quella da combustibili solidi. In valori assoluti, dietro al contributo predominate del petrolio al soddisfacimento della domanda energetica del Paese (41%) troviamo il gas naturale (35,5%), le fonti rinnovabili (10,7%) e i combustibili solidi (7,4%).
In generale nel 2009 alla determinazione del fabbisogno complessivo di petrolio (pari a 73,9 milioni di tep) ha contribuito per il 6,2% la produzione nazionale, mentre per il 93,1% le importazioni nette. Complessivamente nello scorso anno sono diminuite le importazioni nette di prodotti petroliferi del 5,9%. Questo scenario conferma la preoccupazione di Legambiente per l'aumento dei permessi per le trivellazioni nel territorio italiano, sia in mare che sulla terraferma.
Per quanto riguarda il gas naturale, l'Istat rileva come ne sia calata la disponibilità negli anni successivi al 2005 (soprattutto nel 2009) e che la domanda complessiva di gas è coperta per quasi il 90% dalle importazioni.
Negli ultimi dieci anni (2000-2009) è diminuita la quota di disponibilità di energia da petrolio (-8,5%), mentre è avanzata la quota delle energie rinnovabili (3,8%) e quella di gas naturale (4,1%)
Nel periodo 1996-2005le emissioni di gas serra sono aumentate nel nostro Paese del 9,7%, mentre nei successivi due anni 2005-2007 si sono ridotte del si sono ridotte del 3,7%.


ENERGIA ELETTRICA
Il fabbisogno elettrico complessivo del Paese è soddisfatto per il 90% dalla produzione nazionale, effettuata in gran parte utilizzando i combustibili primari (come abbiamo visto per lo più importati), mentre il 13,9% dell'energia viene direttamente importato dall'estero. Nel 2009 le importazioni nette di energia elettrica sono aumentate dell'11% rispetto al 2008. Ricordiamo che secondo il piano predisposto dal Governo dovremmo in futuro per raggiungere gli obiettivi europei importare dall'estero anche energia rinnovabile.


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Nella produzione complessiva di energia elettrica si è registrato un calo della produzione termoelettrica, passata dall'81,2% del 2004 al 76,4% del 2009. Tra i combustibili impiegati per la produzione termoelettrica si conferma il primato del gas naturale pari al 66,7% e in aumento rispetto al 53,9% del 2004. Cala leggermente il contributo del carbone alla produzione di energia termoelettrica, passato dal 18,9% del 2004 al 17,9% del 2009. Più netto il calo della componente petrolifera che passa dal 16% del 2004 al 6,3% del 2009.
Le energie rinnovabili, colmano il “vuoto” lasciato dall'energia termoelettrica aumentando il loro contributo dal 18,8% del 2004 al 23,6 % del 2009. L'Istat ricorda che in questo caso il target europeo è fissato al 25% al 2010.
Tra le varie fonti energetiche rinnovabili utilizzate nel settore elettrico, quella idrica ha la maggiore incidenza (70,4 per cento sulla produzione totale da fonte rinnovabile), seguita dalle biomasse e dai rifiuti solidi urbani usati prevalentemente nelle centrali termoelettriche (11,5 per cento), dall'eolico e dal fotovoltaico (10,1 per cento) e infine dall'energia geotermica (5,4 per cento). Per quanto riguarda il solo settore elettrico nel 2009 è aumentata la quota da fonti rinnovabili del 4,6% rispetto all’anno precedente (+4,8% rispetto al 2004), soprattutto grazie alla fonte idroelettrica (+3,4% rispetto al 2008 e +2,2 rispetto al 2004). Inoltre, rispetto al 2008 è salita dell'1,1%la quota delle altre rinnovabili (eolico e biomasse a seguire il fotovoltaico) mentre rimane stabile il contributo dell'energia geotermica (+ 0,1%)


PRODOTTI PETROLIFERI
Per quanto riguarda i consumi dei prodotti petroliferi nel 2009 si evidenzia una diminuzione del 14%, rispetto al 2000, dell'olio combustibile, mentre contestualmente è aumentato del 13% la percentuale di incidenza del gasolio, che compre il 36% dei consumi petroliferi. Il gasolio è utilizzato soprattutto per autotrazione, la cui quota copre il 33,9% dei consumi totali di prodotti petroliferi (nel 2000 era il 20,5%) mentre solo il 2% viene utilizzato per il riscaldamento.
I consumi di gasolio per autotrazione sono aumentati in valore assoluto di oltre il 38% negli ultimi dieci anni nonostante il prezzo di gasolio sia aumentato nello stesso periodo del 19,7%. Questo è dovuto soprattutto al grosso peso che ha il trasporto su gomma nel nostro Paese. Per un'analisi più approfondita del tema consigliamo lo studio fatto dall'Unione petrolifera sul differenziale dei prezzi di carburante tra Europa ed Italia

  [Via:Istat.itIstat.it ]


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RISORSE

 


 

CREDIT
Si ringrazia l'utente kevindooleykevindooley di flickr per l'immagine


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