Venerdi, 23 Agosto 2019

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Annuario Ispra: Ambiente Sempre più Minacciato da Qualità Dell'Aria e da Aumento Della Temperatura


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L'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha presentato ieri l'Annuario dei Dati AmbientaliAnnuario
dei Dati Ambientali – Edizione 2010, in cui si delinea un quadro completo sullo stato di salute dell’ambiente del nostro Paese. L'analisi passa in rassegna diversi elementi, dai cambiamenti climatici, al dissesto idrogeologico, alla sismicità, passando per la qualità dell'aria , dell'acqua e l'analisi delle biodiversità del nostro Territorio. Vediamo un po' qual è lo stato di salute che emerge dalla ricerca.
Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, il 2009, in Italia ha rappresentato il diciottesimo anno consecutivo con anomalia termica positiva, con un valore medio per il territorio nazionale che si colloca al quinto posto nel periodo che va dal 1961 ad oggi (l'anomalia media registrata è stata di + 1,19° C).
Sul fronte delle emissioni, il rapporto evidenzia come a fronte di un impegno di riduzione delle emissioni di gas serra del 6,5% rispetto a quelle del 1990, sottoscritto nel protocollo di Kyoto, l'Italia ha incrementato fino al 2004 le proprie emissione, salvo poi invertire la rotta negli anni successivi. Nel 2009 le emissioni di gas serra sono diminuite del 9,3% rispetto a quelle del 2008 e del 5,4% rispetto al 1990. Questo calo registrato nel 2009 è imputabile anche per gli effetti della crisi economica. Il rapporto indica che le emissioni del 2009 sono state 491,1 Mt CO2eq, ovvero pari all'1,7% in più rispetto all'obiettivo di Kyoto, anche se il raggiungimento degli obiettivi sarà valutato nella finestra temporale che va dal 2008 al 2012.
Lo stato della qualità dell'aria continua ad essere una delle emergenze ambientali del Paese, anche se qualche buona notizia c'è. Infatti, negli ultimi vent'anni si è registrata una generale diminuzione delle emissioni in atmosfera di sostanze acidificanti:

  • le emissioni di ossido di zolfo (SOx) sono diminuite dell’87,2%;
  • le emissioni di ossido di azoto (NOx) sono diminuite del 51,3%;
  • le emissioni di ammoniaca (NH3) sono diminuite del 16,5%.

Le notizie positive purtroppo finiscono qui, mentre si registra una situazione preoccupante per quanto riguarda le polveri e l’ozono e il biossido di azoto.
Nel 2009, sottolinea il rapporto il 45% delle stazioni di monitoraggio per il PM10 ha superato il valore limite giornaliero. I superamenti sono localizzati soprattutto nelle grandi città e specialmente in quelle dell’area padana dove si raggiungono generalmente i livelli più alti.
Per quanto riguarda il PM2,5, le informazioni riferite al 2009 non possono essere accurate visto il non elevato numero delle stazioni di rilevamento.


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Comunque il 77% delle stazioni con copertura temporale del 90% rispettano il valore limite annuale di 25 g/m 3 che entrerà in vigore nel 2015.
inquinamento da ozono è un problema, come abbiamo visto tipicamente estivo, visto che le concentrazioni più elevate si registrano nei mesi più caldi dell’anno e nelle ore di massimo irraggiamento solare.
Per quanto riguarda le acqua marine, il rapporto evidenzia che a causa dell'innalzamento della temperatura si assiste all’insediamento di specie di origine tropicale provenienti dall’Atlantico o dalla regione indopacifica e lo spostamento verso nord di specie di affinità calda.
Infine il rapporto sottolinea il calo del numero di incendi , anche in ragione dell’efficace azione di contrasto degli eventi e di sorveglianza del territorio operata dagli enti competenti. Il problema rimane , però ancora grave, visto che gli incendi sono la principale fonte di disturbo del patrimonio forestale italiano e, nel 2009, hanno mandato in fumo circa 31 mila ettari di boschi, il 40% dei quali nella sola Sardegna.

   

 

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