L'Ispra (Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale) ha presentato ieri l'Annuario
dei Dati Ambientali
Edizione 2010,
in cui si delinea un
quadro completo sullo stato di salute dellambiente del nostro
Paese. L'analisi passa in rassegna diversi elementi, dai cambiamenti
climatici, al dissesto idrogeologico, alla sismicità, passando per
la qualità dell'aria , dell'acqua e l'analisi delle biodiversità
del nostro Territorio. Vediamo un po' qual è lo stato di salute che
emerge dalla ricerca.
Per quanto riguarda i cambiamenti
climatici, il 2009, in Italia ha rappresentato il diciottesimo anno
consecutivo con anomalia termica positiva, con un valore medio per il territorio nazionale che
si colloca al quinto posto nel periodo che va dal 1961 ad oggi
(l'anomalia media registrata è stata di + 1,19° C).
Sul fronte delle emissioni, il rapporto
evidenzia come a fronte di un impegno di riduzione delle emissioni di
gas serra del 6,5% rispetto a quelle del 1990, sottoscritto nel
protocollo di Kyoto, l'Italia ha incrementato fino al 2004 le proprie
emissione, salvo poi invertire la rotta negli anni successivi. Nel
2009 le emissioni di gas serra sono
diminuite del 9,3% rispetto a quelle del 2008 e del 5,4% rispetto al
1990. Questo calo registrato nel 2009 è imputabile anche per gli
effetti della crisi economica. Il rapporto indica che le emissioni
del 2009 sono state 491,1 Mt CO2eq, ovvero pari all'1,7% in più
rispetto all'obiettivo di Kyoto, anche se il raggiungimento degli
obiettivi sarà valutato nella finestra temporale che va dal 2008 al
2012.
Lo stato della qualità dell'aria
continua ad essere una delle emergenze ambientali del Paese, anche se
qualche buona notizia c'è. Infatti, negli ultimi vent'anni si è
registrata una generale diminuzione delle emissioni in atmosfera di
sostanze acidificanti:
- le emissioni di ossido di zolfo (SOx) sono diminuite dell87,2%;
- le emissioni di ossido di azoto (NOx) sono diminuite del 51,3%;
- le emissioni di ammoniaca (NH3) sono diminuite del 16,5%.
Le notizie positive purtroppo finiscono
qui, mentre si registra una situazione preoccupante per quanto
riguarda le polveri e lozono e il biossido di azoto.
Nel 2009, sottolinea il rapporto il 45%
delle stazioni di monitoraggio per il PM10 ha superato il valore
limite
giornaliero. I superamenti sono localizzati soprattutto nelle
grandi città e specialmente in quelle dellarea padana dove si
raggiungono
generalmente i livelli più alti.
Per quanto riguarda il PM2,5, le
informazioni riferite al 2009 non possono essere accurate visto il
non elevato numero delle stazioni di rilevamento.
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Linquinamento da ozono è un problema, come abbiamo visto tipicamente estivo, visto che le concentrazioni più elevate si registrano nei mesi più caldi dellanno e nelle ore di massimo irraggiamento solare.
Per quanto riguarda le acqua marine, il rapporto evidenzia che a causa dell'innalzamento della temperatura si assiste allinsediamento di specie di origine tropicale provenienti dallAtlantico o dalla regione indopacifica e lo spostamento verso nord di specie di affinità calda.
Infine il rapporto sottolinea il calo del numero di incendi , anche in ragione dellefficace azione di contrasto degli eventi e di sorveglianza del territorio operata dagli enti competenti. Il problema rimane , però ancora grave, visto che gli incendi sono la principale fonte di disturbo del patrimonio forestale italiano e, nel 2009, hanno mandato in fumo circa 31 mila ettari di boschi, il 40% dei quali nella sola Sardegna.
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