Abbiamo introdotto ieri il Piano d'Azione Nazionale per le energie rinnovabili, predisposto dal Ministero dello sviluppo Economico per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti fissati dall'Unione Europea in tema di fonti alternative. Come anticipato le scelte del Governo Italiano sono piuttosto timide in questo campo, quando anche contraddittorie. Legambiente a tal proposito ha voluto fornire all'esecutivo, una serie di consigli per cercare di migliorare il nostro sistema energetico e la dipendenza dalle fonti fossili . Procediamo oggi con l'analisi della seconda parte delle osservazioni dell'Associazione, dopo aver analizzato perché gli obiettivi del governo sono sottostimati, dove si dovrebbe intervenire ed investire di più e il perché è meglio fare a meno fin da subito delle importazioni di energia dall'estero
LO STRANO CASO DELLA FONTE
IDROELETTRICA
Per quanto riguarda la fonte
idroelettrica, Legambiente rileva la mancanza nel Piano di azione
Nazionale di una specifica analisi e strategia, in quanto fonte
alternativa peculiare. La complessità della situazione dell'idroelettrico è data dall'intreccio di competenze statali e regionali, oltre che a vincoli di tutela ambientale. Senza dimenticare
l'importanza dell'acqua come risorsa indispensabile per
l'approvvigionamento potabile ed irriguo e le esigenze di
conservazione degli ecosistemi idrici che si sono venuti a creare nel
tempo.
EDILIZIA
Sul piano delle efficienza energetica,
Legambiente rileva come manchi una visione specifica per l'integrazione in
edilizia delle fonti rinnovabili. L'associazione sostiene come
fondamentale un forte coinvolgimento del settore delle costruzioni
attraverso il quale ridurre il peso dei consumi civili.
La Direttiva approvata a Maggio dal
Parlamento europeo prevede che dal 2021 tutti i nuovi edifici
privati e pubblici debbano combinare unalta efficienza energetica
con la capacità di soddisfare il complessivo consumo di energia
annuo da fonti rinnovabili applicate nel sito. Secondo Legambiente
il nostro Paese appare molto in ritardo rispetto a questi obiettivi.
Infatti per la parte termica, la previsione di almeno il 50% del
fabbisogno per la produzione di acqua calda attende ancora i Decreti
attuativi previsti dal DL 192/2005. Mentre per la parte elettrica
l'obbligo di 1Kw da fonti rinnovabili istallato per ogni nuova unità
immobiliare dalla Legge 244/2007 deve passare per il recepimento da
parte dei singoli Comuni nel proprio Regolamento Edilizio.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
TRASPORTI
Legambiente rileva come il piano di
azione nazionale sia slegato da una strategia di innovazione nel
settore. Nei trasporti infatti sono possibili significativi risultati
in termini di aumento del peso delle fonti rinnovabili. In primo
luogo andrebbe diminuita la domanda di trasporto su gomma e aumentata
la diffusione dei biocombustibili, oltre che l'efficienza degli
autoveicoli. Per il settore dei trasporto l'obiettivo fissato dal
Piano di azione risulta, secondo l'associazione, sottostimato di
circa il 40% rispetto al Position Paper del 2007. Particolarmente
sovrastimata appare la quota di biocarburanti di prima generazione
che andrebbe perciò ridotta, mentre appare sottostimato il ruolo che
può essere svolto dal biometano. Le biomasse
da
allevamenti zootecnici, scarti agroalimentari e rifiuti
organici urbani hanno un potenziale energetico altamente efficace,
pari a 10-12 Mtep secondo le stime di ITABIA. Ciò che ne frena lo
sviluppo è però la mancanza di un quadro normativo di riferimento.
Lo sviluppo
della
rete di distribuzione del gas, tra le più ampie d'Europa,
faciliterebbe la diffusione del biometano.
Ricordiamo, a chiusura di questo argomento, che la riconversione di mezzi pubblici e l'introduzione di filtri antiparticolato nelle vetture a gasolio potrebbe migliorare di molto la situazione e dei consumi e delle emissioni di C02, soprattutto nelle grandi città industriali. A tal proposito una recente indagine ha evidenziato che il Pm10 è responsabile di quasi 6000 morti all'anno in Italia
INTERVENTI
SULLA RETE E SMART GRID
Da
ultimo Legambiente sottolinea
l'importanza di interventi sulle reti elettriche per garantire lo
sviluppo delle fonti rinnovabili: Come abbiamo già avuto modo di
trattare, le reti attuali non riescono ad assorbire i picchi di
energia delle fonti rinnovabili (soprattutto dell'energia eolica) che
vanno irrimediabilmente persi. In più esiste uno squilibrio
territoriale dei consumi, concentrati per lo più al nord che stante
la rete attuale faticano ad essere soddisfatti, necessitando di
importazioni di energia. Da questo punto di vista si attendono gli
esiti della politica
di
incentivazione di alcuni progetti pilota per lo sviluppo
delle smart grids da parte dell'Autorità per l'Energia e il
Gas
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RISORSE:
Si ringrazia l'utente Wilfred Knievel
di flickr per l'immagine
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