PIL ANCORA IN CALO: LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CHIEDONO UN BONUS FAMIGLIA DI 1200 EURO ALL'ANNO
giovedì 11 marzo 2010
Pasquale
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Evidentemente gli ultimi dati derivanti
dalle statistiche sul prodotto interno lordo del nostro paese hanno
fatto preoccupare non poco le varie associazioni dei consumatori, che
adesso richiedono a gran voce un intervento del Governo per aiutare
le famiglie e riattivare i consumi. La negatività dei
recenti dati Istat si ripropone con nuovo vigore: nel corso dello
scorso anno, il prodotto interno lordo italiano, ha subito un calo
che supera il 5,1%. Negli ultimi tre mesi del 2009, il Pil ha fatto
un balzo indietro dello 0,6%, nei confronti del terzo trimestre e del
3% rispetto alla base annua. Federconsumatori e Adusbef osservano
come la situazione sia sempre più grave: gli ultimi dati, senza il
sostegno di misure che hanno l'obiettivo di riattivare la domanda di
mercato e rimettere in moto tutto il sistema produttivo, hanno
rilevato come le previsioni di crescita per quest'anno siano pari
allo 0%. Ciò è dovuto, in particolar modo, alla Cig e alla
disoccupazione: le due associazioni dei consumatori, propongono al
governo un decreto relativo all'interesse generale delle famiglie
italiane, in modo da rilanciare i consumi e tutto il sistema
economico. In che modo? Secondo Adusbef e
Federconsumatori, l'unica soluzione possibile è quella di fissare un
bonus di 1200 euro ogni anno per ciascuna famiglia a reddito fisso,
da lavoro e da pensione.Inoltre bisogna bloccare da subito le
tariffe, come già promesso dai rappresentanti del governo.
mar092010
BONUS PER I DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE: UNA VALIDA SOLUZIONE PER CHI VUOLE METTERSI IN PROPRIO
martedì 09 marzo 2010
Pasquale
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Ecco finalmente una misura interessante
per tutti i cassintegrati e quei lavoratori che percepiscono
un'indennità di disoccupazione. E' infatti arrivato un bonus
particolare per tutti i lavoratori che si trovano in questa
situazione e vogliono tentare la strada, difficile ma non
impossibile, di avviare un'attività lavorativa in proprio. E' entrato in vigore, con la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto che attua una
legge anticrisi, risalente allo scorsa estate, più precisamente al
mese di agosto, con cui i cassintegrati hanno la facoltà di
presentare dei moduli di domanda per ottenere il bonus agli sportelli
Inps. Il bonus equivale, in pratica, alle
indennità di cassa integrazione o di disoccupazione, a cui questa
categoria di lavoratori avrebbe in ogni caso diritto.
Il bonus quindi è pari all'importo che
spettava ai lavoratori, in riferimento al numero di mensilità di
cassa integrazione o disoccupazione, ancora non erogati, con l'unica
eccezione che riguarda i contributi figurativi. Cosa vuol dire tutto ciò? Chi vuole cambiare lavoro e tentare la
via di mettersi in proprio, può optare tra due soluzioni: dimettersi
anticipatamente dall'azienda, oppure evitare di ottenere l'indennità
di disoccupazione, sostituendola con una somma, di pari importo,
restando però vincolato all'azienda.Logicamente bisogna fornire le prove
della nuova attività che si intende intraprendere o che si già
intrapreso. Vediamo quali sono i requisiti per la
presentazione delle domande all'Inps. Potranno sfruttare questo particolare
bonus, tutti i lavoratori che percepiscono un trattamento di cassa
integrazione ordinaria, sono in cassa integrazione straordinaria, sia
nel caso in cui l'azienda sia in liquidazione, sia in quello in cui
esistano degli esuberi strutturali; infine nei casi di indennità di
disoccupazione.
mar082010
LA PROCEDURA DI CONCILIAZIONE TRENITALIA-CONSUMATORI SI ESTENDE A TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
lunedì 08 marzo 2010
IlDuca
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Lo scorso anno Trenitalia e alcune
Associazioni dei consumatori firmarono un protocollo di Intesa in
merito alla procedura di conciliazione tra viaggiatori e consumatori.
L'accordo prendeva il via il 1 gennaio 2009, in via sperimentale per
12 mesi e riguardava gli eventuali scostamenti tra gli impegni
assunti da Trenitalia nei documenti ufficiali (Condizioni di
trasporto, informazioni commerciali disponibili sul sito Trenitalia,
Carta dei servizi) e quanto effettivamente offerto ai consumatori.
Quest'accordo non riguardava i reclami in merito alla pulizia dei
treni ed era esteso alla sola tratta Milano-Napoli.
Ma in cosa consiste questa
conciliazione?
COS'È LA CONCILIAZIONE PARITETICA E COMNE SI "USA" La conciliazione paritetica è una procedura
extragiudiziale attraverso la quale si incontrano un rappresentante
delle Associazioni Consumatori Firmatarie del protocollo e un
rappresentante di Trenitalia per valutare il reclamo del cliente e
verificare la possibilità di offrire una proposta soddisfacente per
il disagio subito. La conciliazione, va precisato, interviene in un
momento successivo al reclamo del cliente. Ovvero i consumatori
possono usufruire di questo strumento, entro sessanta giorni dalla
data di ricevimento della risposta al reclamo ,oppure in caso di
mancata risposta al reclamo entro 120 giorni dalla presentazione
dello stesso. Dal Lato pratico l'accesso alla conciliazione avviene
compilando l'apposito
modulo di richiesta da inoltrare (via fax o raccomandata ar)
tramite le Associazioni
dei Consumatori aderenti, o direttamente, all'Ufficio di
Conciliazione di Trenitalia-Piazza della Croce Rossa,1 00161-Roma o
al fax 06 44103490. Va precisato che questo strumento è gratuito per
i consumatori.
Tornando a noi i 12 mesi di sperimentazione sono
passati e Trenitalia e le Associazioni dei consumatori hanno
sottoscritto un nuovo protocollo di conciliazione, del quale non sono
stati ancora forniti i dettagli. Il Movimento Consumatori, una delle
associazioni firmatarie, fa sapere però che l'accordo, esaurita la
fase sperimentale, estenderà la conciliazione a tutto il territorio
nazionale.
mar082010
BANCHE ITALIANE: LE MENO CONVENIENTI D’EUROPA. MA PRESTO NON SARANNO PIU’ IN MONOPOLIO.
lunedì 08 marzo 2010
Riccardo
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Un’approfondita
indagine accuratamente condotta dalla commissione
Finanze della Camera,
che si è articolata per ben 8 mesi, dal giugno 2009 al febbraio
2010, ha confermato un dato già emerso in maniera piuttosto evidente
negli anni precedenti ed ampiamente condiviso dall’esperienza dei
consumatori: le banche
italiane
sarebbero le meno
convenienti in Europa.
I servizi messi a disposizione dalle banche italiane risulterebbero
di scarsa
sicurezza
per il titolare del conto, oltre che piuttosto onerosi per quanto
riguarda le principali operazioni effettuabili. La commissione
Finanza della Camera ha posto l’accento in particolar modo sulla
poca chiarezza circa le spese di gestione di conti e finanziamenti,
su prestiti, carte revolving e tassi
passivi
applicati sui prestiti, i quali toccano quote davvero altissime: ben
l’1,5%
oltre alla media
dei tassi europei. Impressionanti
le cifre di spesa annuale che deve sostenere il consumatore per il
rimborso di un prestito: le percentuali si aggirano attorno al 12%,
fino anche al 17% per quanto riguarda le carte revolving. E’
stato evidenziato che una possibile spiegazione di questi numeri così
penalizzanti per il consumatore possa essere individuata nel pesante
apparato burocratico italiano, caratterizzato da alti costi
amministrativi e gestionali; l’impressione, tuttavia, è che le
banche speculino oltremodo sulla debolezza contrattuale del
consumatore, forti del loro monopolio.
mar062010
SCONTRINI DELLE FARMACIE: ECCO LE NUOVE REGOLE PER USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI FISCALI
sabato 06 marzo 2010
Pasquale
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Importante novità per quanto riguarda
gli scontrini delle farmacie. Ci sono state infatti dei cambiamenti
nelle regole per le detrazioni, per mano del Garante della Privacy.
Ecco quindi cosa i troveranno sugli consumatoriscontrini della
farmacia, ovvero delle diciture che poi serviranno per la detrazione
in sede di dichiarazione dei redditi. Dall'inizio del 2010 sono
entrate in vigore le modifiche, richieste ed ottenute dal Garante
della Privacy. Lo scontrino non conterrà più la dicitura in
riferimento al nome del farmaco che viene comprato, ma unicamente
l'AIC, ovvero il codice di immissione al commercio. In questo modo si
vedrà rispettata la privacy del paziente: l'effetto sarà quello
che, al momento della dichiarazione dei redditi, il contribuente non
dovrà più dire da quali malattie è affetto e chi gli presta
assistenza fiscale. Ricordiamo che si è deciso di non includere
nelle possibilità di detrazione quei prodotti, meglio conosciuti
come “integratori” o “fitoterapici”. Dopo un periodo di tre
anni, l'Agenzia delle Entrate si è decisa a cancellare l'obbligo di
allegare una fotocopia della ricetta allo scontrino su cui è
presente la denominazione “ticket”. Un'ulteriore precisazione
riguarda gli scontrini rilasciati dalle farmacie: sarà quindi
permesso di detrarre il bonus irpef del 19%, a patto che sia
evidenziata la natura del prodotto, mediante diciture, sigle
riferibili ovviamente a farmaci.