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		<title>IlDuca Presenta...</title>
		<description>Il Portale del Risparmio in Rete</description>
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		<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 07:33:49 +0100</lastBuildDate>
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			<title>Powered by Mambo 4.5.2</title>
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			<description>Il Portale del Risparmio in Rete</description>
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			<title>IN ITALIA IL LAVORO IRREGOLARE È PARI ALL'11,9% DEL TOTALE, GRAVE LA SITUAZIONE NEL MEZZOGIORNO</title>
			<link>http://www.blogrisparmio.it/lavoro/il-italia-il-lavoro-irregolare-e-pari-all-119-del-totale-grave-la-situazione-nel-mezzogiorno.html</link>
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L'Ufficio Studi di Confartigianato ha
presentato un rapporto in cui traccia le  modalità e le direttrici
geografiche delle  attività  abusive e del lavoro irregolare.
Secondo l'indagine  i lavorati  irregolari sono quai 640mila
(639900), mentre il valore aggiunto prodotto dalle attività abusive
è pari nel 2008, al 16,9% del Pil, in crescita rispetto al 16,6% del
Pil. Ricordiamo che secondo le stime dell'Istat nel 2008, il
peso dell'Economia Sommersa è pari ad un valore  compreso tra  tra
il 16,3% e il 17,5% (http://www.blogrisparmio.it/lavoro/lavoro-non-regolare-ed-evasione-spingono-l-economia-sommersa-al-175-del-valore-del-pil.html) . Per l'Istituto di statistica tuttavia il
numero dei lavoratori irregolari è maggiore rispetto a quanto
rilevato da Confartigianato e pari, nel 2008 a circa 2 milioni e 958
mila unità, 11,9% del totale.
Le attività abusive fa sapere
Confartigianato oltre a minacciare artigiani e piccole imprese,
producono seri danni alle casse dello Stato. Tra il 2008 e il 2009,
infatti, l'Iva dovuta e non versata è aumentata del 24,4%. Secondo
le indagini della Guardia di Finanza, nel 2009 i soggetti che
svolgono attività economiche aperte al pubblico ma non hanno mai
presentato le
dichiarazioni dei redditi, a sono saliti a 7.513
(rispetto ai 7.135 del 2008).












ANALISI TERRITORIALE
Tornando all'indagine, Confartigianato
sottolinea come il fenomeno del lavoro sommerso sia maggiormente
presente nel Mezzogiorno, dove l'incidenza è pari al 18,3%, rispetto
ad una media nazionale dell'11,8% e contro il 9,3% del Centro Nord.
Il Nord est rappresenta l'area del Paese dove le  imprese subiscono
la  minor concorrenza sleale  del sommerso.
A livello regionale,
la Calabria risulta la regione con il maggior tasso di abusivismo con
il 27,3% delle  unità di lavoro non regolari, seguita da Sicilia,
Puglia, Campania e Molise. Dall'altra parte l'Emilia Romagna risulta
la regione più virtuosa con un tasso di irregolarità del lavoro
pari all'8,1%, seguita da Trentino, Lombardia, Lazio e Toscana.
Tra le provincie maggiormente coinvolte
dal fenomeno delle attività sommerse, Confartigianato segnala in
prima posizione Crotone, seguita da Vibo Valentia, Cosenza, Enna,
Brindisi,
Caltanissetta, Reggio Calabria, Trapani, Nuoro e
Catanzaro. Mentre le provincie meno interessate sono localizzate al
Nord e al Centro, con capofila Bolzano, seguita da Reggio Emilia,
Parma, Prato, Milano, Firenze, Mantova, Rimini, Roma e Ferrara.
Per
stilare queste classifiche, Confartigianato ha ordinato ciascuna
provincia secondo tre parametri: intensità dell'evasione fiscale,
tasso di attività over 55 e lavoro irregolare.









IL TASSO DI ATTIVITÀ DELLA POPOLAZIONE
Il tasso di attività della popolazione
è uno degli indicatori presi a riferimento nell'indagine, in quanto
il primo segnale di minaccia di concorrenza sleale del sommerso. La minaccia  
proviene, secondo Confartigianato, dal forte incremento degli adulti 
né  in età scolare e né in età
pensionabile, che escono dal
mercato del lavoro
da marzo 2008 a marzo 2010, secondo
l'indagine escono dalla  forza lavoro 338mila adulti, 178mila uomini
e 160mila donne.  La maggioranza di queste unità risiedono nel
Mezzogiorno (230mila soggetti)  di cui 143.000 maschi e 87.000
femmine.
I soggetti inattivi crescono
soprattutto nel Mezzogiorno, dove il tasso di attività della
popolazione diminuisce di 2,5 punti. La Campania è la regione con il
tasso di attività più basso degli adulti in età non scolare e non
pensionabile, pari al 57,5% ed equivalente a 277mila maschi e 792mila
donne inattive. Al secondo posto troviamo la Calabria, con un tasso
del 60,2% e 97mila maschi e 244mila donne inattive, seguita dalla
Sicilia con il 62,7%, equivalente a 185.000 maschi e 605.000 donne inattive. 


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			<category>Il Salvadanaio - Lavoro</category>
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 16:49:54 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>L'ESTRATTO CONTO ONLINE DI EQUITALIA APRE LE PORTE AL SISTEMA DELLE DELEGHE AI PROFESSIONISTI</title>
			<link>http://www.blogrisparmio.it/fisco/l-estratto-conto-online-di-equitalia-apre-le-porte-al-sistema-delle-deleghe-ai-professionisti.html</link>
			<description>





L'estratto conto online di Equitalia fa
un nuovo passo avanti verso i contribuenti, grazie all'aumento delle
possibilità di accesso al servizio. Ora infatti, tutti gli
intermediari abilitati ai servizi  telematici dell’Agenzia delle
Entrate possono
ricevere la delega per accedere all’estratto conto
dei propri assistiti. Ciò permetterà ai professionisti di fornire
assistenza ai propri clienti in modo più immediato ed efficace.
Contestualmente permetterà anche di velocizzare i tempi, lato
utente, per la  gestione dei documenti e delle pratiche relative alle
procedure di riscossione.
Il servizio di estratto conto online,
attivo da poco più di un anno, permette di verificare direttamente
dal computer la propria situazione
aggiornata relativa a  cartelle
esattoriali,  debiti con l'erario (dal 2000 a oggi),stato di
avanzamento delle procedure di riscossione, di sospensione o di
rateizzazione dei debiti tributari. L'estratto conto online  è
accessibile ai singoli utenti attraverso un sistema di identificazione basato su
credenziali personali di accesso.
Come abbiamo visto recentemente il
servizio
è molto apprezzato dai contribuenti (http://www.blogrisparmio.it/fisco/fisco-estratto-conto-online-di-equitalia-conquista-sempre-piu-contribuenti.html), tanto che  attualmente i
contribuenti che hanno verificato su Internet la propria situazione
sono stati 1,4 milioni, con punte di 16 mila contatti giornalieri.
Secondo i dati diffusi i contribuenti più assidui nell'utilizzo
dell'estratto conto online sono quelli della  provincia di Napoli,
seguiti dal quelli di Roma e di Milano, che globalmente rappresentano
il 40% del totale.
Secondo Equitalia questo allargamento
delle modalità di accesso, con il sistema delle deleghe, aumenterà
il numero di coloro che usufruiscono del servizio e fa parte delle
nuova strategia che vede nel canale online un nuova opportunità di
miglioramento dell'efficienza del servizio. In quest'ottica  è stata
aperta nella home page dei siti del Gruppo Equitalia una nuova
finestra che consente ai contribuenti di accedere in modo più
immediato ai
servizi web, sia per quanto riguarda l'estratto conto,
che l'assistenza o la richiesta di informazioni, o ancora il servizio
di calcolo del piano di rateazione.






</description>
			<category>Il Salvadanaio - Fisco</category>
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:32:26 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>IN ITALIA L'INDEBITAMENTO PRIVATO DELLE FAMIGLIE È IL PIÙ BASSO D'EUROPA, PARI AL 39,3% DEL PIL</title>
			<link>http://www.blogrisparmio.it/famiglia/in-italia-indebitamento-privato-delle-famiglie-e-il-piu-basso-europa-pari-al-393-del-pil.html</link>
			<description>





In occasione della presentazione dei
dati
sul credito al consumo al Senato (http://www.blogrisparmio.it/credito/analisi-dell-abi-sul-credito-al-consumo-nel-nostro-paese-indebitamento-privato-ai-minimi.html), nel luglio scorso, l'Abi
sottolineò come il sistema famiglie, sul fronte dell'indebitamento
privato,  fosse tra i più solidi d'Europa . A ribadire che le
famiglie italiane sono le meno indebitate d'Europa, ci ha pensato una
recente indagine dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. Secondo
Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, i dati emersi
dall'analisi, nonostante la normale
crescita dell'indebitamento delle famiglie dovuto alla crisi, sono
meno sconsolanti di quanto ci si potrebbe aspettare. Dall'analisi dei
bilanci familiari dei principali Paesi europei emerge come ogni
famiglia italiana abbia un debito medio riferito al 2010 pari a 24512
euro, contro  37094 della Germania, i 37858 euro della Francia, i
54640 euro della Spagna e i 67588 del Regno Unito. Un distacco molto
evidente, che risulta ancora più interessante se rapportato al Pil.
Infatti, il confronto rivela che i 610,4 miliardi di euro di debiti
privati delle famiglie italiane, incidono sul Pil del Paese per il
39,3%. Un valore decisamente lontano dal 50,7% registrato in Francia,
a fronte degli oltre 986 miliardi di euro di debiti dei nuclei
familiari, dal 61% tedesco (1491 miliardi di debito privato ) e
dall'83,5% Spagnolo, ( 876,7 miliardi di euro di debito privato). Il
dato più eclatante è però quello Inglese, dove l'indebitamento
privato delle famiglie, raggiunge i 1703,2 miliardi di euro, pari al
100,1% del Pil.
Percentuali, rapporti e numeri assoluti
che per il segretario della Cgia non lasciano dubbi: “ il nostro
Paese, nonostante la profonda crisi sul fronte dell’indebitamento
familiare continua a reggere il confronto con i principali Paesi
europei.”


</description>
			<category>Il Salvadanaio - Famiglia</category>
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:55:04 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>VACANZE: I CONSUMATORI SI LAMENTANO SOPRATTUTTO DEI TRASPORTI E DEI PACCHETTI TURISTICI NON CONFORMI</title>
			<link>http://www.blogrisparmio.it/viaggi/vacanze-i-consumatori-si-lamentano-soprattutto-dei-trasporti-e-dei-pacchetti-turistici-non-conformi.html</link>
			<description>





Il Codacons,
Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei
Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ha pubblicato come ogni anno
i dati relativi alle lamentele più diffuse tra i cittadini italiani
nel corso delle vacanze appena concluse.
Le percentuali vertono
sulle segnalazioni che l'Associazione ha ricevuto dai cittadini
nell’estate 2010, circa 13mila in totale , 2 mila in meno rispetto
allo scorso anno. Come sottolinea il
Codacons, questo dato non va interpretato esclusivamente come un
miglioramento della qualità delle vacanze vissute dagli italiani,
anzitutto perché non è rapportato al numero di italiani
effettivamente andati in vacanza, ed inoltre perchè nel 2010 non si
sono verificate crisi acute ed improvvise come sono state l’attentato
terroristico a Sharm el Sheik del 2005, gli attentati di Londra del
2006 o i disagi all’aeroporto di Fiumicino nel 2007.
Nell’estate appena conclusa ha
certamente pesato sui consumatori il fallimento
della compagnia turistica “i Viaggi del Ventaglio (http://www.blogrisparmio.it/viaggi/fallimento-i-viaggi-del-ventaglio-l-esigenza-di-un-fondo-di-garanzia-e-i-consigli-dei-consumatori.html)”, tuttavia
al vertice delle segnalazioni per l’estate 2010 si collocano i
trasporti, che si tratti di ritardi, cancellazioni o altri generi di
disagio per ogni genere di mezzo.
Ben il 27% delle
segnalazioni pervenute ha riguardato i trasporti, un dato in crescita
rispetto al 26% dell’anno precedente. Al secondo posto si collocano
le lamentele relative al pacchetto turistico, con un 24%. In questa
seconda categoria rientrano le revisioni del prezzo, le modifiche del
contratto, i cambi di destinazione, le modifiche di orario di
partenza e di ritorno e tutta una serie di disagi analoghi.
Al terzo posto delle
lamentele si collocano gli alberghi: nel 19% delle segnalazioni
pervenute, i consumatori si lamentavano di un servizio ricettivo
inadatto. Il 16%, invece, verteva sulla mancata conformità tra
quanto acquisto  e promesso nel depliant e i servizi effettivamente
ricevuti o le strutture in cui si è stati ospitati.
L’8% dei consumatori ha
invece lamentato disagi con i propri bagagli, dunque furti,
smarrimenti, danni o ritardi di consegna, mentre l’1% ha segnalato
overbooking, ovvero mancato imbarco a causa di sovra prenotazione del
volo.


 

</description>
			<category>Il Salvadanaio - Viaggi</category>
			<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 16:50:29 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>LAMPADINE DA 75 WATT FUORI COMMERCIO, TRA DUE ANNI VENDIBILI SOLO QUELLE A BASSO CONSUMO</title>
			<link>http://www.blogrisparmio.it/eventi-e-iniziative/lampadine-da-75-watt-fuori-commercio-tra-due-anni-vendibili-solo-quelle-a-basso-consumo.html</link>
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Dal 1 settembre è scattato il divieto di commercializzazione delle  tradizionali lampadine da 75 Watt. Da
tempo l’Unione Europea aveva stabilito che le tradizionali
lampadine ad incandescenza dovessero essere eliminate dal mercato,
nell’ottica del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente.
Per questo passaggio epocale è stata programmata un’eliminazione
graduale dalle vendite di tutte le lampadine di tipologia
tradizionale. Nel settembre dell’anno scorso, infatti, è stato
imposto il divieto di vendita delle lampadine da 100 Watt, quest’anno
tocca invece a quelle da 75 Watt, mentre nei prossimi anni il
passaggio sarà completato con l’eliminazione delle lampade da 60
Watt, nel settembre 2011, ed anche quelle da 40 e 25 Watt, nel
settembre 2012.
Dal 1 settembre dunque i
commercianti potranno vendere esclusivamente le lampadine da 75 Watt
rimaste in giacenza in magazzino, ma non acquistarne di nuove per
proporle alla clientela.
L’obiettivo dell’Unione
Europea è quello di diffondere l’utilizzo di lampade a basso
consumo, precisamente LED, alogene o fluorescenti, che consentono di
diminuire notevolmente le emissioni di CO2 e soprattutto sono ben più
convenienti per i consumatori. A fronte della vecchia lampadina che
converte in luce appena il 5% dell’energia consumata, le lampade a
basso consumo utilizzano una quantità di energia inferiore dell’80%
e possono durare fino anche a 10 volte la durata di una lampadina
classica.
La Commissione Europea ha
inoltre calcolato che sostituendo le normali lampadine si
risparmierebbero 40 miliardi di kilowatt/ora all’anno, per un
equivalente di 15 milioni di tonnellate di Co2. Il risparmio per il
consumatore sarebbe ben tangibile sulla bolletta; sostituendo le
vecchie lampade con quelle a basso consumo si risparmieranno
all’incirca 50 euro l’anno.



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			<category>risparmio energetico - Eventi e Iniziative</category>
			<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:38:35 +0100</pubDate>
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