Mercoledi, 22 Agosto 2018

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DAL CODACONS UNA GUIDA SU COME DIFENDERSI DAI CRACK FINANZIARI, AGENDO CONTRO LE BANCHE


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Nei mesi scorsi abbiamo visto come secondo un'indagine di Altroconsumo i consigli sugli investimenti finanziari non seguono gli interessi dei clienti ma piuttosto quelli delle banche. Un orientamento di fondo molto pericoloso che nel recente passato ha portato gravi conseguenze per le tasche dei consumatori. Si pensi a quanti hanno investito nell'ultimo decennio nelle tante società che venivano descritte (non solo da Banche, ma anche dalle agenzie di rating) come sicure e che invece si sono dimostrate insolventi o fallite (es Cirio, Parmalat, Enron, Lemhan Brothers per citare i casi più famosi).
Per questa ragione il Codacons ha messo a punto una breve guida che racchiude le risposte alle domande frequenti poste dai consumatori che si sono visti trasformare i propri titoli in carta straccia. Va detto che non si tratta di una guida finanziaria ma di un documento che spiega ai consumatori come è possibile agire per vie legali contro le singole banche che hanno venduto i titoli.
L'azione proposta dall'associazione, non è incompatibile con l'eventuale costituzione di parte civile nei processi penali intentati contro le società emittenti (es. Cirio, Parmalat ...). D'altra parte non è possibile agire con il Codacons nei casi di cause civili già promosse dagli stessi consumatori contro le banche ovvero in caso di accordi o conciliazioni intervenute con le stesse.
Per quanto riguarda quest'ultimo punto ricordiamo che la materia finanziaria è una di quelle interessate dalle nuove procedure di conciliazione obbligatoria, per cui, sarà necessario passare prima dall'Arbitro bancario finanziario o dalla Consob (a seconda dei casi) per un tentativo di mediazione tra Banche e Consumatori. Vediamo ora qualche spunto interessante fornito dall'E-book del Codacons.
L'Associazione ricorda che prima di far sottoscrivere un investimento finanziario le banche avrebbero dovuto fornire al cliente un documento sui rischi finanziari e fornire informazioni dettagliate sulle caratteristiche del titolo. Se ciò non avviene, la banca non fa quanto richiede la legge e secondo il Codacons, deve rispondere dei danni provocati al risparmiatore.
In più l'associazione ricorda che già dal 1996 è in vigore una normativa che impone alle banche di effettuare una profilatura del cliente prima di ricevere ordini di acquisto. Gli istituti di credito devono cioè registrare le caratteristiche del cliente al fine di verificare l’adeguatezza dell’investimento. Se il risultato di questa profilatura è che il cliente non ha un profilo speculativo, ovvero non ha intenzione di rischiare, la banca non può vendere titoli rischiosi.

 


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Il cliente, d'altro canto può comunque sottoscrivere l'ordine se il modulo contiene l'avviso di inadeguatezza. L'e-book, dopo aver chiarito le modalità per agire con il Codacons nei confronti delle banche (operazione gratuita se soci), ricorda alcune informazioni importanti sui tempi dell'azione legale. A tal proposito l'associazione suggerisce di agire entro il decennio dal default del titolo. Per cui essendo il default più vecchio quello dei titoli di Stato Argentini (dicembre 2001) non sussistono attualmente problemi di prescrizione. Viene ricordato inoltre che nelle ipotesi di nullità, non si pongono in ogni caso problemi di prescrizione. Infine per quanto riguarda i tempi di azione relativi ai crack della recente crisi economica (Lemhan Brothers, titoli Islanda etc) il Codacons consiglia di agire per vie legali solo per i titoli acquistati da ottobre 2007 in poi. Infatti da quel periodo era già emersa la reale rischiosità dei titoli, mentre per quelli acquistati in precedenza, andrà fatta una valutazione caso per caso che tenga conto delle caratteristiche dell'investitore.

[Via: CodaconsCodacons ]

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