Venerdi, 6 Dicembre 2019

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Banca D'Italia: Prosegue la Crescita a Ritmi Contenuti ma l'Occupazione Stenta a Ripartire


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In Italia la crescita prosegue seppur a livelli minimi (+0,1% nel IV trimestre 2010, sul trimestre precedente) ma l'occupazione non riparte. È questa la sintesi del 64° bollettino economico trimestre della Banca d'Italia64°
bollettino economico trimestre della Banca d'Italia. Insomma la ripresa economica prosegue ma in modo tiepido e senza recuperare terreno sul fronte lavoro. In concreto, livelli produttivi distanti da quelli precedenti lo scoppio della crisi e un'incidenza ancora elevata della Cassa Integrazione, sono i due elementi chiave che ostacolano il ritorno alla crescita dell'occupazione. I dati di fine 2010 facevano ben sperare visto che per la prima volta dall'inizio della crisi il numero di occupati risultava in aumento rispetto al trimestre precedente (+ 0,2%; +36 mila unità), tuttavia sulla base dei dati provvisori pare che la crescita non sia proseguita nei primi mesi dell'anno. Infatti, nella media di gennaio e febbraio l'occupazione è scesa dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2010, attestandosi in febbraio sui livelli minimi dell'estate scorsa (circa 650 mila persone in meno rispetto al primo trimestre del 2008). Il tasso di disoccupazione rimane stabile sui valori medi dello scorso anno, mentre continua ad aumentare l’incidenza dei disoccupati di lungo periodo e la disoccupazione giovanile. Inoltre risultano in crescita le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale ( le ore di lavoro interinale cresciute del 24% nel 2010), mentre dall'altra parte cala il numero delle delle posizioni permanenti a tempo pieno.
Per quanto riguarda la Cassa Integrazione, Bankitalia rileva una diminuzione delle ore autorizzare di Cig, nel primo trimestre 2011, del 22,1% (su base annua). Un calo consistente sebbene il monte ore rimanga comunque elevato. La riduzione ha interessato le componenti ordinaria (-48,5%) e straordinaria (-13,3%) ma non quella in deroga, aumentata del 7,4%.


PIL, PRODUZIONE INDUSTRIALE, CONSUMI Ed INFLAZIONE
Nel 2010 il Pil è cresciuto dell'1,3% superando, seppur di poco le previsioni degli analisti. A questa crescita ha contribuito l'andamento della domanda nazionale (per 1,7 punti percentuali) e il recupero delle esportazioni (per 2,2 punti). Tuttavia fa sapere Bankitalia, il contributo netto del commercio con l’estero è stato negativo per 0,4 punti a causa della crescita elevata delle importazioni attivata dalla domanda interna.


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Nel primo trimestre dell'anno si prefigura una modesta accelerazione dell'’attività produttiva come indicato dalla lieve ripresa della produzione industriale e dalla più vivace dinamica delle esportazioni in gennaio e in febbraio. A ciò si aggiunge il clima di fiducia delle imprese industriali e il miglioramento delle attese sulla domanda. Restano, invece, improntati alla prudenza i comportamenti di spesa delle famiglie, influenzati dalle condizioni del mercato del lavoro e dall’andamento del reddito disponibile, che come abbiamo visto è calato ancora in termini reali. La dinamica dei consumi, tornata positiva lo scorso anno, ha subito una battuta di arresto frenata anche dal clima di fiducia dei consumatori, il cui graduale miglioramento si è interrotto agli inizi del 2011. L'inflazione al consumo stabile nel secondo semestre 2010 all'1,7% ha subito una decisa impennata nel primo trimestre dell'anno, attestandosi in medi al 2,3%. A spingere in alto l'indice hanno contribuito soprattutto i rincari dei beni energetici e alimentari, gravando maggiormente sul potere d’acquisto delle famiglie meno abbienti, per le quali essi rappresentano oltre il 40% per cento dei consumi. Eliminando queste componenti l’inflazione risulta infatti più contenuta, sebbene comunque in aumento nei primi mesi dell’anno, complici anche gli aumenti dei servizi di trasporto e di alcune voci a prezzo regolamentato.

 

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