Sono sempre più i
cittadini immigrati in Italia che si lanciano nel mondo
dellimprenditoria avviando unattività in proprio. Questo il
dato che emerge in maniera lampante da una ricerca condotta da Cna,
Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola Media
Impresa, pubblicata nel Dossier Immigrazione 2010 di Caritas
Migrantes.
Un fenomeno strettamente
legato non solo agli indicatori demografici, che vedono nel nostro
paese delle percentuali di cittadini immigrati sempre più elevate
(+8,8%
nell'ultimo anno), ma anche quantomai significativo di uno
spirito imprenditoriale sempre più diffuso in questa fascia di
popolazione. La crescita delle imprese avviate da cittadini
immigrati, peraltro, è ancor più rilevante nel contesto economico
di crisi economica.
Allo scorso 31 maggio la
ricerca condotta da Cna ha quantificato ben 213.300 aziende aventi
come titolari dei cittadini stranieri, ovvero una quantità
corrispondente al 3,5% dellimprenditoria nazionale.
Nella grande maggioranza
dei casi, le imprese avviate dai cittadini stranieri sono artigiane,
(50,2% del totale), pari al 7,2% del panorama nazionale
dellimprenditoria artigiana, mentre la forma di azienda più
diffusa è quella di ditta individuale.
In questo settore hanno
un ruolo di rilievo anche le donne: ben il 18,3% delle aziende in
questione ha come titolare una donna; una presenza, quella femminile,
ancor più massiccia se si considera la loro partecipazione come
socio (36,1%).
Rispetto allanno
precedente laumento delle aziende dei cittadini stranieri è stato
notevole, nel 2009 infatti Cna aveva rilevato un numero complessivo
di imprese inferiore di ben 25.800 unità.
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Per quanto riguarda le nazionalità dei titolari delle imprese, il primato spetta al Marocco, con ben 35 mila (pari al 16,6% del totale), a seguire si collocano la Romania con 32.452 titolari dazienda (15,2%), la Cina con 31mila (14,5%) e lAlbania con 22.611 (10,6%). Il tasso di crescita maggiore registrato nellultimo anno è invece quello dell'imprenditoria Cinese, con un +21,5% rispetto al 2009, a seguire quella romena con il 15,5%, quella marocchina con il 15,1%, e quella albanese con il 12%.
La netta maggioranza delle imprese è ubicata al Centro-Nord, con una percentuale pari all87,7%, con l80% di queste che si colloca in appena sei regioni: Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana e Lazio. Le regioni con il più basso tasso di imprese condotte da stranieri sono la Basilicata, il Molise e la Valle dAosta con lo 0,2%
[Via: Cna ] |
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