Martedi, 19 Novembre 2019

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Il 95% Delle Aziende Italiane ha Meno di 10 Dipendenti e Due su Tre Sono Imprese Individuali


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Il sistema produttivo italiano è caratterizzato dalla forte presenza di Micro imprese, che rappresentano il 95% del totale di quelle attive nell'industria e nei servizi. É questo il quadro che descrive l'ultimo rapporto Istatrapporto
Istat sulla struttura e dimensione delle imprese nel nostro Paese (dati 2009). Nello specifico su 4,5 milioni di imprese, ben 4,3 milioni hanno meno di 10 addetti (micro imprese) e assorbono il 47% degli addetti totali, ovvero circa 8,2 milioni di addetti. Altri 3,6 milioni di individui (il 21% del totale) lavorano nelle piccole imprese, quelle con un range compreso tra 10 e 49 addetti, mentre quasi 2,2 milioni di unità (il 12,4%) lavorano nelle medie imprese (da 50 a 249 addetti). L'ultimo 20% di occupati (pari a 3,6 milioni di persone), lavora presso le imprese con più di 250 addetti, che rappresentano però solamente lo 0,08% del totale delle imprese italiane (3718 imprese).
La maggior parte della forza lavoro occupata nelle imprese italiane si concentra nel settore manifatturiero (23% del totale), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (20%) e nelle costruzioni (11%). A dimostrazione della struttura “micro” del sistema produttivo italiano, l'Istat , sottolinea che vi sono circa 2,9 milioni di imprese, il 65,2% del totale che non hanno dipendenti. Di queste 2,49 milioni hanno un solo lavoratore indipendente, 339 mila due e poco meno di 84 mila dai tre in su.
Si tratta essenzialmente di imprese individuali, la forma giuridica più diffusa in Italia, nelle quali risultano occupati 4,5 milioni di addetti. Il 18% delle imprese assume la forma giuridica della società di persone, occupando 16% degli addetti totali, mentre il 17% sceglie di operare come società di capitali, assorbendo oltre la metà degli occupati totali (quasi 9 milioni di addetti). Rimane una quota residuale dell'1,1% che è rappresentata da società cooperative, nelle quali opera il 6% degli addetti totali.
Rispetto al 2008, il numero di imprese è calato dell'1%, mentre l'occupazione relativa è diminuita del 2%. La crisi ha colpito soprattutto il settore manifatturiero dove è calato del 4,5% il numero di imprese e del 5,4% l'occupazione, ma si è fatta sentire pesantemente anche nelle costruzioni dove il numero di imprese è diminuito dell'1,8% e gli occupati del 5%.


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In perdita anche il commercio con un calo del 2,6% delle imprese e dell'1,1% per quanto riguarda l'occupazione, così' come molti settori dei servizi come, ad esempio il trasporto e magazzinaggio (-3,5% il numero di imprese e -2,6% l'occupazione). Nonostante la crisi dei rispettivi settori sono cresciute le attività finanziarie e assicurative del 9,6% e quelle immobiliari del 4,1%, con un aumento degli occupati rispettivamente pari allo 0,6% e al l 4,1%.
A livello territoriale la riduzione ha interessato tutte le zone d'Italia, con una prevalenza per il Sud e il Nord-est che insieme hanno assorbito oltre il 60% della diminuzione nazionale in termini di imprese (rispettivamente -1,9% e -1,1%). A livello occupazionale, invece quasi due terzi della diminuzione degli addetti ha interessato il Nord, con un calo del 2,6% nel Nord-est e del 2,1% nel Nord-ovest.

 

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