Abbiamo più volte visto che il peso
della crisi sta ricadendo pesantemente sui giovani, colpiti da un
tasso di disoccupazione triplo rispetto alla media e sempre più
scoraggiati dalla ricerca di un lavoro. Ma anche chi riesce ad
entrare in questo mercato in maniera abbastanza stabile, per cui
escludendo stage e praticantati , non se la passa propriamente bene.
Secondo un'indagine condotta da Datagiovani
,
gruppo di ricerca di
Padova che studia la realtà giovanile
italiana, lo stipendio medio di un giovane under 30 che si è
affacciato da non più di un
anno nel mercato del lavoro raggiunge
gli 823 euro mensili netti. Esistono ovviamente delle differenze che
però non cambiano di molto la sostanza del dato. Al nord, infatti, i
giovani guadagnano 53 euro in più rispetto alla media e in
generale le donne percepiscono 150 euro in meno dei maschi (un dato
che più volte abbiamo sottolineato
come inaccettabile). Poi c'è il settore di lavoro a far la
differenza, con il gap tra industria e commercio
che sfiora i 280 euro ed ovviamente il
titolo di studio, con i laureati che superano i mille euro mensili.
Negli scorsi dodici mesi, poco più di 416 mila giovani under 30 sono passati
dalla ricerca di una prima occupazione o
dallinattività alla condizione di occupato, di cui il 76% come
dipendenti, l11% in collaborazione ed il 13% come lavoratori
autonomi.
Nel'indagine Datagiovani ha preso in considerazione il
terzo trimestre 2010 e ha calcolato per i soli lavoratori dipendenti
al primo impiego under 30 (circa 313 mila) il quadro degli stipendi
medi netti mensili, escludendo dal computo altre mensilità e voci
accessorie non percepite regolarmente tutti i mesi.
PRINCIPALI RISULTATI
A livello territoriale come detto la
differenza si sente, con le retribuzioni medie al nord, superiori del
6% rispetto al dato nazionale (876 euro contro 823). Mentre il Gap
tra Nord e Sud del Paese è pari a 126 euro mensili (876 contro 750
euro). Le differenze di genere nelle retribuzioni, rileva
Datagiovani, si fanno sentire fin dall'inizio della vita lavorativa e
si faranno via via più sensibili nel corso della carriera. Al primo
impiego le giovani donne percepiscono in media 150 euro in meno dei
coetanei maschi (900 contro 750 euro).
Nell'industria gli stipendi sono più
alti in media del 13,8% rispetto alle media, ovvero oltre 100 euro
netti in più in busta paga (937 euro mensili), così come risultano
buone le retribuzioni per chi lavora nelle costruzioni e nelle
attività dei servizi (circa 853 euro), con circa 30 euro in più in
busta paga rispetto alla media (+3,8%). Decisamente penalizzati i
giovani che iniziano a lavorare nel Commercio, a cui spetta uno
stipendio mensile medio di 658 euro (-20,1% rispetto alla media) e
quelli del settore Agricolo che percepiscono uno stipendio di 795
euro (-3,8% rispetto alla media).
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
Per quanto riguarda il titolo di studio, l'indagine rimarca l'importanza delle capacità acquisite e degli studi conseguiti, in termini di salario percepito al primo impiego. Così un giovane che si è fermato alle scuole dellobbligo deve accontentarsi inizialmente di 723 euro al mese, contro i 750 euro di un diplomato e i 1088 euro di un laureato. Rilevanti, in ogni caso le differenze connesse ai diversi indirizzi di studio scelti nel corso della propria vita scolastica, già per quanto riguarda le scuole superiori. Infatti, i diplomati in un istituto tecnico percepiscono in media al primo impiego 861 euro,l contro i 780 di quelli diplomati in un istituto professionale e i 688 euro dei liceali. Ancora più significative le differenze di salario relative ai laureati, con i dottori in discipline sanitarie che guadagnano 1367 euro mensili, contro i 1080 euro dei dottori in materie tecniche e i 951 di quelli in materie umanistiche.
Per approfondire quest'ultimo punto consigliamo di leggere anche il rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati, redatto da Almalaurea, in cui vengono segnalati quali indirizzi di studio garantiscono uno stipendio maggiore e più possibilità di lavoro.
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