La crisi economica ha creato un grosso
deficit occupazionale, con più di 500
nuovi disoccupati ogni giorno ad ampliare l'esercito dei senza
lavoro. Una grave falla nel sistema economico che anche nel 2010,
produrrà un saldo
negativo di circa 180 mila unità. Ci sono però dei lavori,
fortemente connessi al Made in Italy che hanno resistito alla crisi,
come segnalato
recentemente dalla Coldiretti e ci sono anche lavori fortemente
richiesti dalle aziende italiane ma difficile reperimento. Secondo
uno studio della Confartigianato, sulla base del Rapporto 2010 Excelsior-Unioncamere,
infatti, nel 2010 per le aziende italiane sarà difficile reperire il
26,7% delle figure professionali delle quali hanno bisogno.
Specificamente a fronte di circa 550 mila nuove assunzioni le imprese
avranno difficoltà a coprire oltre 147 mila posti. Si tratta di
attività tipicamente artigianali, fa sapere Confartigianato, quali
ad esempio installatori di infissi, panettieri, pasticceri, sarti,
falegnami e cuochi. La ricerca sottolinea in proposito che su 1500
installatori di infissi necessari alle aziende, ne mancano
all'appello oltre l'83 e, allo stesso modo su 1040 panettieri
artigianali ricercati, è difficile coprirne il 39,4%. Si tratta di
attività che potrebbero essere svolte soprattutto dai giovani, una
delle categorie più colpite dalla crisi occupazionali, visto che il
23% dei nuovi disoccupati sono giovani under 24. Non va molto
bene nemmeno ai giovani più anziani, visto che come ricorda
Confartigianato nei due anni di crisi i disoccupati nella fascia di
età 15-34 sono aumentati complessivamente di 216 mila unità.
Proseguendo con i profili ricercati
dalle aziende, Confartigianato sottolinea che manca quasi un terzo
(29,1%) dei 1750 gelatai e pasticceri richiesti dalla imprese e
anche il 21,9% dei 1960 sarti e tagliatori artigianali ricercati.
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L'indagine di Confartigianato ha poi ripreso i dati Istat sul rapporto tra giovani e i tempi e le modalità di inserimento nel mondo del lavoro. Come abbiamo avuto già modo di segnalare le conoscenze di parenti e amici risultano ancora determinanti per l'ingresso del mondo del lavoro del 55,3% dei giovani tra i 15 e i 34 anni. La richiesta diretta al datore di lavoro ha riguardato il 16,6% dei nuovi assunti, mentre il 6,8% è entrato grazie ad inserzioni sulla stampa e ricerca sui portali web.
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