Venerdi, 6 Dicembre 2019

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LOTTA AL LAVORO IRREGOLARE: SCATTA LA MAXISANZIONE PER CHI ASSUME LAVORATORI SUBORDINATI IN NERO


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Secondo l'ultimo rapporto Istat disponibile (2008), in Italia la percentuale di lavoratori non regolari è pari all'11,9% del totale . Un dato molto significativo della situazione lavorativa italiana che potrebbe subire una decisa diminuzione nel prossimo futuro. Entra, infatti, in vigore domani la legge 4 novembre 2010, n. 183 (Collegato Lavoro) che affronta diversi temiatiche lavorative tra cui anche quella relativa al lavoro irregolare. A tal proposito il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha diramato la circolare n. 38 del 12 novembre, in cui sono indicate le prime istruzioni operative in materia di sanzioni contro il lavoro sommerso ai sensi dell'articolo 4 del Collegato Lavoro.
In materia di sanzioni è stata introdotta una maxisanzione connessa all'impiego di personale subordinato in nero, mentre in caso di rapporti di lavoro instaurati con lavoratori autonomi e parasubordinati rimangono in vigore le medesime sanzioni. Col termine maxisanzione il Ministero ha inteso sottolineare la misura aggiuntiva dell'ammenda rispetto a quelle previste per la manodopera irregolare.
La circolare chiarisce che il presupposto di individuazione del lavoro sommerso è costituito dall'impiego di lavoratori in assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro. La mancata comunicazione preventiva al Centro per l'Impiego perciò costituisce l'elemento indicatore di lavoratori in nero e fa scattare la maxisanzione. Per le altre tipologie di rapporto subordinato, dove non è richiesta la comunicazione al Centro per l'Impiego, è comunque prevista la maxisanzione qualora non vengano formalizzati gli adempimenti previsti nei confronti del lavoratori.
Un aspetto molto importante del Collegato Lavoro riguarda l'ampliamento dei soggetti che possono comminare la maxisazione. Questa prerogativa che in passato spettava solo agli ispettore della direzione provinciale del lavoro è stata estesa anche a tutti gli altri organi di vigilanza che effettuano controlli in materia di lavoro, fisco e previdenza ( es. INPS, Agenzia delle Entrate, INAIL, Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza etc etc)



SANZIONI AMMINISTRATIVE E PREVIDENZIALI
Sono previste due sanzioni per il datore di lavoro.


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La prima riguarda il cosiddetto lavoro nero e prevede una sanzione da 1500 a 12mila euro per ciascun lavoratore irregolare per cui non sia stata inviata la comunicazione preventiva, con l'aggiunta di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo
La seconda riguarda il caso in cui il datore di lavoro abbia regolarizzato il lavoratore solo successivamente alla data di effettiva instaurazione, facendogli svolgere il lavoro in nero solo per un periodo. In questo caso la sanzione è attenuata e varia da mille a 8mila euro, con l'aggiunta di 30 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo.
Per quanto riguarda le sanzioni civili previdenziali connesse all'evasione dei contributi e dei premi per il lavoratore irregolare, la normativa prevede in entrambi i casi che l'importo delle stesse sia aumentato del 50%.

[Via: Circolare n. 38Circolare n. 38 ]

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