La ripresa economica, come ha avuto
modo di segnalare l'Ocse,
in Italia appare più timida che nel resto d'Europa e stando al
rapporto
delle economie territoriali di Confcommercio, dovrebbe essere
trainata maggiormente dalle regioni del Centro Italia, le più
dinamiche dal punto di vista economico.
Le speranze che la ripresa
dell'economia in Italia rilanci anche il mondo del lavoro,
potrebbero, però, non realizzarsi nel breve periodo. Secondo uno
studio della Cgia di Mestre, infatti, gli effetti della crisi
economica potrebbero continuare ad allargare le già folte schiere
dell'esercito dei senza lavoro. L'Associazione ha confrontato il
tasso di disoccupazione delle provincie con le previsioni
occupazionali fatte dagli imprenditori italiani nellindagine
conoscitiva elaborata da Excelsior-Unioncamere.
I Dati presentati raccontano che a
fronte di 802160 nuove assunzioni previste nel 2010, si dovrebbero
realizzare 980550 licenziamenti. Il saldo dunque dovrebbe essere negativo con
178390 unità lavorative licenziate in più rispetto a quelle
assunte. Rispetto al 2009 il tasso di disoccupazione nazionale
dovrebbe aumentare di ben un punto percentuale, attestandosi
all'8.7%. Ricordiamo anche che l'Istat ha rilevato che nei primi
tre mesi del 2010 un tasso di disoccupazione media pari al 9,1%,
il dato peggiore dal 2005. Se le cifre saranno confermate il
numero dei disoccupati sarà pari a 2,2 milioni.
Gravi le ripercussioni nelle grandi
città del Sud, già ora in grande difficoltà sul fronte lavorativo
e con Napoli Bari e Catania che vedranno aumentare sensibilmente il
numero dei senza lavoro. Ma se il Sud piange di certo il Nord non
ride, soprattutto perchè il calo dell'occupazione si ripercuoterà
anche nelle roccaforti dellindustria
manifatturiera del Settentrione, come Torino, Brescia, Bergamo e
Treviso. Anche Milano, una delle capitali economiche d'Italia, subirà
ripercussioni sul fronte lavorativo. Anzi secondo la Cgia, sarà
proprio la provincia di Milano a far registrare il saldo
occupazionale più negativo, con circa 13mila lavoratori in meno,
rispetto ai nuovi assunti. Prospettiva piuttosto allarmante, sebbene
la provincia di Milano sia una delle zone con il tasso di
disoccupazione più basso (5,7% nel 2009). Al secondo posto nella
classifica dei peggiori saldi occupazionali (differenza nuove
assunzioni - licenziamenti) si piazza Torino con una previsione di
7730 lavoratori in meno, a fronte di un tasso di disoccupazione (nel
2009) dell'8,3%.
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La Cgia definisce preoccupanti anche le situazioni di Brescia (-5400 unità), Bergamo (-5280 unità), Treviso (-4990 unità) e Roma (-4.500 unità), sebbene in queste zone (ad esclusione della Capitale) la disoccupazione appare attualmente abbastanza contenuta.
Decisamente problematica la situazione nelle provincie del Sud di Bari e Catania. Il capoluogo pugliese farà registrare un saldo negativo di 4320 unità lavorative, a fronte di un tasso di disoccupazione nel 2009, pari all'11,1%. Anche nella Città siciliana la differenza tra nuovi assunti e licenziamenti sarà negativa e pari a -2550 unità, un dato molto preoccupante soprattutto visto che il tasso di disoccupazione nel 2009 era pari all11,3%.
In chiusura segnaliamo che secondo un recente comunicato della Cgia di Mestre i lavoratori italiani sarebbero i meno aiutati d'Europa, con solo lo 0,5% del Pil speso a sostegno.
[Via: Cgia ] |
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RISORSE:
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- Rapporto giovani laureati e lavoro: solo il 5,46% viene assunto a tempo indeterminato
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