La crisi economica ha avuto pesanti
ripercussioni in termini lavorativi e sociali, elevando
la disoccupazione reale a circa l'11%, portando il monte
ore di cassa integrazione a oltre un miliardo (nei primi dieci mesi del 2010) e
modificando il peso della busta paga. Quest'ultimo aspetto è stato
analizzato nell'undicesimo Rapporto sulle retribuzioni in Italia
elaborato da Od&M consulting, che ha analizzato quasi 750mila
profili retributivi di dipendenti del settore privato,a partire dal
2005 fino al terzo trimestre del 2010. Secondo il rapporto la crisi
ha fatto diminuire gli stipendi degli operai, lasciato inalterati
quelli dei dirigenti e aumentato le retribuzioni di quadri e
impiegati. La ragione è secondo l'amministratore delegato di Od&m,
Mario Vavassori, da imputarsi al fatto che le aziende hanno reagito
alla crisi tagliando in primo luogo operai e dirigenti, che quindi
hanno perso molto del proprio potere contrattuale. Nello specifico secondo il rapporto nel
2010 i dirigenti hanno visto aumentare la propria retribuzione dello
0,1%, con una retribuzione media lorda di 104.412 euro, mentre gli operai hanno subito
una flessione dello 0,2%, passando dai 21.723 euro dello scorso anno
agli attuali 21.673 euro. Dall'altra parte i quadri hanno visto crescere
la propria retribuzione del 3.5%, pari mediamente a 53.608 euro
lordi, mentre agli impiegati lo stipendio è aumentato del 3,8%
attestandosi mediamente a 27.147 euro lordi.
A livello territoriale è il nord ovest
la zona d'Italia con le retribuzioni più elevate, mentre permane il
divario tra il nord e il sud del Paese. A livello dirigenziale la
differenza tra un dipendente impiegato in Lombardia ed un parigrado
impiegato in un'azienda del Mezzogiorno è del 10,9%, 106 mila euro
lordi contro 93 mila. A parità di qualifica, rileva il rapporto, la
differenza tra gli stipendi nelle piccole e nelle grandi imprese
cresce all'aumentare delle dimensioni dell'azienda. Nello specifico
si ha uno scarto del 15% per i dirigenti, del 17% per gli operai, del
18% per gli impiegati e del 7,6% per i quadri.
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A livello di sesso, il rapporto sottolinea come nel 2010 le retribuzioni delle donne siano cresciute di più rispetto a quelle degli uomini per quadri (+3,4% contro -0,4%) e dirigenti (+6,3% contro 2,6%), ma le differenze di stipendio tra i due sessi restano ancora molto elevate. Per gli impiegati la differenza di retribuzione è del 15,8% a favore degli uomini mentre per gli operai è del 13,6%.
Il Rapporto sulle retribuzioni in Italia elaborato da Od&M consulting è disponibile a questo indirizzo
- Le 10 figure professionali introvabili dalle imprese per le quali è richiesta la laurea o il diploma
- Cgil: cala il potere d'acquisto dei dipendenti, occorrono investimenti e minor disuguaglianze
- Tredicesima: il 75,1% è assorbito da tasse, mutui e debiti, meno di un quarto per consumi e risparmi
- Stress lavoro correlato: dal 2011 obbligatorio per le aziende valutare i rischi che lo provocano
- Lavoro: nonostante la crisi il 26,7% delle figure ricercate dalle aziende rimane irreperibile
- Lavoro: il 27% dei giovani fatica a maturare esperienze, ancora molto alto il ruolo delle conoscenze
- Occupazione: nel 2010 il saldo tra nuovi assunti e licenziati sarà negativo e pari a 180mila unità
- Cliclavoro: il nuovo portale del ministero che incrocia la ricerca e l'offerta di lavoro
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