Secondo i dati diffusi dalla Banca
D'Italia nel working paper L'incremento dell'uso di politiche di
prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia, il 5% delle
famiglie italiane non riesce a pagare il mutuo della casa,
percentuale che raddoppia tra i nuclei familiari a basso reddito. La
stima fa riferimento ai dati Eurostat del 2007 e colloca il nostro
Paese in linea con la Spagna, mentre in Finlandia, Francia, l'Irlanda
e Gran Bretagna le famiglie che non riescono a pagare il mutuo sono
pari al 2-3% e in Olanda solamente l'1,1%.
In Italia secondo quanto emerge dallo
studio le insolvenze sono più frequenti tra i disoccupati, tra i
single e gli impiegati con contratto a termine. I dati riportati
dalla Banca d'Italia si riferiscono ad un periodo precedente alla
crisi economica, per cui è facile supporre che la situazione sia
nel frattempo peggiorata, nonostante il varo del Piano Famiglie dell'Abi e del più recente fondo di Solidarietà , entrambi volti
alla sospensione delle rate rate dei mutui per in cittadini in
difficoltà.
Un quadro più attuale della situazione
ci viene fornito dalle stime dell'Osservatorio Adusbef, secondo cui
nel triennio c'è stato un aumento dei pignoramenti immobiliari del
69,35%. Rispetto allo scorso anno, l'aumento registrato è stato del
31,8%. Nello specifico su 3,6 milioni di mutui sono 350 mila le
sofferenze, mentre le procedure immobiliari avviate sono pari al 2,4%
dei mutui (circa 150 mila) con 28mila pignoramenti già avviati nel
2010, contro i 21mila del 2009 e i 20mila del 2008. Per dare l'idea
della portata del Fenomeno, Adusbef
ha sottolineato che le procedure immobiliari avviate potrebbero
far sparire una media città come Monza.
Nell'ultimo anno i pignoramenti e le
esecuzioni immobiliari sono cresciute da un mino del 13,8% registrato
a Rovigo ad un massimo del 54,8% registrato a Torino.
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In valore assoluto gli aumenti maggiori di pignoramenti si sono registrati a Milano ( +1592, per un totale di 4885), seguita da Torino (+930, per un totale di 2627) e da Roma (+728, per un totale di 2.703). Nel commentare questi dati Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, Presidenti di Adusbef e Federconsumatori, hanno sottolineato l'importanza e l'urgenza di un decreto salva-famiglie, con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro per i redditi sotto i 25mila euro a favore di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati.
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