Venerdi, 16 Novembre 2018

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CON UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICIENTE COME QUELLA TEDESCA RISPARMIEREMMO 75 MILIARDI L'ANNO


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Nel recente rapporto “Economia, lavoro e fiscalità nel terziario di mercato”, l'Ufficio Studi della Confcommercio ha sottolineato come il nostro paese associa uno tra i più bassi indici di performance del settore pubblico a una delle più elevate pressioni fiscali. L'inefficienza della spesa pubblica italiana rappresenta una prerogativa che ha caratterizzato vari periodi della nostra storia, dall'Unità d'Italia ai giorni nostri. Ciò che stona è soprattutto l'inefficienza della Pubblica Amministrazione oltre ai vari sprechi di risorse. Ad esempio sul fronte delle auto blu, il nostro Paese risulta avere 10 mila auto di servizio per er milione di abitanti, contro le 1156 della Francia, le 893 della Gran Bretagna , le 759 della Spagna e le 669 della Germania. Ciò significa, tradotto in costi che se il nostro Paese allineasse il numero di auto blu a quelle della Francia si otterrebbe un risparmio tra 1,5 miliardi e i 3,3 miliardi di euro, senza contare eventuali entrate per la dismissione della auto. (studio Ibl).
L'ultimo spunto sul tema dell'efficienza della Pubblica Amministrazione arriva dalla Cgia di Mestre, secondo cui se il nostro Paese raggiungesse il livello dei tedeschi, si potrebbero risparmiare 75 miliardi di euro l'anno. L'indagine, di più ampio respiro, ha confrontato i livelli di efficienza degli uffici pubblici di Italia, Spagna , Austria e Germania, sulla base delle spese di funzionamento della macchina pubblica.
Nel periodo 2005-2009 la spesa media per il personale e per gli acquisti di beni e servizi per il funzionamento della Pubblica Amministrazione italiana è stata pari al 16,4% del Pil (248 miliardi di euro), contro il 15,9% del Pil in Spagna (162 miliardi di euro), il 13,8% del Pil in Austria (37 miliardi di euro) e l'11,5% del PIl in Germania (273 miliardi di euro). Secondo il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, questi dati dimostrano come i paesi federali siano meno costosi e più efficienti dei Paesi centralisti (nell'esempio considerato l'Italia). In tutte e tre le realtà analizzate, i livelli di efficienza sono risultati maggiori e con un carico tributario inferiore a quello italiano. Per l'associazione, dunque, un federalismo ben attuato può rendere la macchina pubblica più snella, meno costosa e più efficiente.


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La Cgia ha poi calcolato quale sarebbe il risparmio che il Nostro Paese potrebbe conseguire se avesse la stessa spesa di funzionamento della Pubblica Amministrazione di ciascuno dei tre paesi federali presi in considerazione. Ebbene se le spese per il funzionamento della PA fossero allineate in percentuale a quelle spagnole (15,9% del Pil), in termini assoluti risparmieremmo 8 miliardi di euro l'anno. Se fossero allineate a quelle austriache (13,8% del Pil), il risparmio raggiungerebbe i 40 miliardi di euro l'anno, mentre se ci allineassimo agli standard tedeschi (11,5% del Pil) si avrebbero minor uscite per 75 miliardi di euro l'anno. Bortolussi, in chiusura ha voluto commentare anche l'affermazione della Corte dei Conti, secondo cui, col federalismo fiscale c’è il rischio che nella fase iniziale la pressione fiscale aumenti, sottolineando come questa ipotesi non sia da escludere. Ma secondo la CgiaCgia , nel lungo periodo non ci sono dubbi sul fatto che la spesa pubblica diminuirebbe, in quanto gli enti locali, avranno più risorse a disposizione,e saranno costretti a diventare più efficienti e meno costosi. Ricordiamo, in chiusura che la Corte dei Conti, faceva però riferimento non al federalismo in generale ma alle bozze presentate sulla riforma che verrà attuata in Italia, evidenziando che esiste anche il pericolo che porti ad un aumento della corruzione.

   


 

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