Venerdi, 24 Gennaio 2020

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STOP AL SENATO PER I FARMACI DI CLASSE C?


ImagePeccato! Sebbene oramai abbia poca simpatia per gli uomini della politica (tutti) credevo che qualcosa si stesse veramente muovendo in Italia, per combattere una delle piaghe più radicate che si esplica nel sistema feudale di caste e corporazioni proprio di alcune professioni note. Ma qual è Il fatto? Forse ricorderete che tempo fa (29 maggio) è passato, alla camera, un decreto che permetteva ai farmaci di fascia C (i farmaci che richiedono prescrizione medica e non sono rimborsati dal sistema sanitario nazionale) di poter essere venduti in alcuni ambiti appostiti di esercizi commerciali alla presenza obbligatoria di un farmacista

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Bene allora Il Ministro Della Salute, Livia Turco, aveva annunciato battaglia al senato contro questo decreto e così ha fatto anche qualche giorno fa (8 giugno), in occasione dell'assemblea di Federfarma, dichiarando "Portare questi farmaci fuori alla farmacia vuol dire non comprendere l'importanza non solo della presenza del farmacista, ma anche delle garanzie assicurate dall'esercizio del sistema delle farmacie" . La Turco ha poi ammesso di avere tutti i ministri dalla "sua" Livia turco, Ministro Della Salute (di Federfarma a questo punto suppongo), ivi compreso il Ministro per lo Sviluppo Economico Pieluigi Bersani, padre delle liberalizzazioni in questa legislatura. Del pensiero della "Turco", non credo ci sia da preoccuparsi, ricordate, lei è quella che ha aumentato le dosi personali di cannabis, e poi, alla morte del "povero" ragazzo a scuola dopo aver fumato uno spinello "difettoso", voleva mandare i Nas nelle scuole...bah che li mandassero in parlamento i nas (come aveva scherzosamente suggerito "Capezzone"), viste le leggi, le dichiarazioni e visti anche gli esiti dei test sulla droga fatti dalle iene. Ma non divaghiamo! La speranza è che si tratti di un commento politico fatto per addolcire gli animi fragili della corporazione di turno, in periodo anche di campagna elettorale (amministrative) piuttosto che una dichiarazione di intenti del governo e che Bersani non rinneghi le sue idee e continui la sua opera di liberalizzazione della concorrenza. Per chi si stia chiedendo quali bachi potesse avere il decreto passato alla camera, tali da mettere in pericolo i diritti dei cittadini, e spingere un ministro della repubblica a lanciarsi in queste dichiarazioni, beh non possiamo fare che spallucce. Anche l'AducAduc l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori, la pensa allo stesso modo e lo rende noto in un proprio comunicato stampaproprio comunicato stampa. Qua e là ho letto commenti di categoria che appoggiavano le parole del ministro, in quanto se passasse questo decreto anche al senato, alle farmacie rimarrebbe l'esclusiva per i soli farmaci di classe A, visto anche la liberalizzazione dei farmaci da banco, introdotta sempre da Bersani nel luglio 2006, con una considerevole riduzione del volume Il servizio Parafarmacia di Carrefourdegli affari. Questo punto di vista è corretto nel mercato italiano attuale perché appunto i presupposti sono sbagliati, non è ammissibile, infatti, che una categoria di esercizi commerciali sia esclusa dalla libera concorrenza per motivi che non siano la protezione dei consumatori finali. A chi obbietta il fatto che farmaci non possano essere equiparati ad un bene qualsiasi, non posso che dare ragione, ma quando viene pensata e predisposta una struttura per la vendita ad hoc con tanto di personale medico autorizzato (farmacista), beh mi spiegate perché diavolo non dovrebbe andare bene, anzi potrebbe essere addirittura pericolosa per i consumatori? . La realtà è che le farmacie temono lo spettro di un fenomeno a loro sconosciuto, ovvero la concorrenza, e sperano che ci sia una soluzione più comoda che quella di abbassare i prezzi, speriamo che il senato non fornisca loro questa soluzione e il "belpaese" invece che voltarsi indietro estragga le radici dal terreno e faccia un passo verso il futuro.


NOTICE
A proposito di caste e politica, come non citare (per par condicio) l'ennesimo episodiol'ennesimo episodio della "Casta", il reality show che va in onda ogni giorno negli studi di Montecitorio e Palazzo Madama. Tal Gustavo Selva senatore di An, nella giornata del 9 giugno ha finto un malore per farsi portare in ambulanza negli studi di la7 dove era ospite di un dibattito televisivo. Bella mossa, non originalissima, ne aveva fatta una simile Il tentente John McClane in Die Hard3 per sopravanzare il traffico e salvare NewYork da un terrorista, ma resta una gran "furbizia", come lo stesso Selva ha dichiarato.


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