Lunedi, 9 Dicembre 2019

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Welfare: Cresce la Spesa Sociale in Italia, ma Rimangono Pesanti le Differenze Territoriali


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Cresce la spesa per l’assistenza sociale erogata a livello locale, che nel 2008 è aumentata del 4,2% rispetto l'anno precedente, raggiungendo complessivamente i 6,662 miliardi di euro, un valore pari allo 0,42% del Pil nazionale. E' quanto riporta l'Istat nell'ultimo rapporto “Gli interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli e associatiGli
interventi e i servizi sociali dei Comuni singoli e associati”, secondo cui in Italia esiste una tendenza constante di crescita della spesa sociale a partire dal 2003 (primo anno d'indagine dell'aggregato). Nello specifico tra il 2003 e il 2008 si è registrata una crescita complessiva del 28,2% a prezzi correnti (del 13,5% se si considera l’ammontare a prezzi costanti ). A livello pro capite la spesa media è cresciuta dai 90 euro del 2003 ai 111 euro del 2008, ovvero di circa 20 euro (a prezzi correnti).
Poco più di un quinto (il 21,2%) della spesa sociale è dedicato alle politiche assistenziali relative agli anziani (in calo dal 25,2% del 2003) ed un altro quinto (il 21,1%) a quelle destinate ai disabili (dal 19,7% del 2003). La quota maggiore è dedicata alle famiglia e ai minori (40,3%), in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 2003. La quota residuale (il 17,4% del totale della spesa sociale) va per le politiche di sostegno alla Povertà, al disagio degli adulti e ai senza dimora (7,7%), agli immigrati (2,7%) alla cura delle dipendente (0,7%) ed ad una serie di altri soggetti identificati con la dicitura Multiutenza (6,3%). Quest'ultima componente è cresciuta di 1,1 punti percentuali rispetto al 2003, grazie all'aumento delle risorse per gli immigrati e per le politiche di sostegno alla Povertà, al disagio degli adulti e ai senza dimora.
A livello nazionale il 38,7% della spesa sociale è assorbita dai servizi di supporto alle esigenze delle varie categorie di utenti, mentre il 34,5% è destinata al funzionamento delle strutture. La quota residuale (il 26,8%) è destinata ai trasferimenti in denaro, che possono essere erogati direttamente alle famiglie bisognose per finalità assistenziali specifiche o essere versati ai diversi enti che operano nel settore.
L'Istat ricorda che i Comuni gestiscono singolarmente il 75% della spesa sociale, mentre il rimanente 25% è gestito dai Comuni in forma associata. Vi sono poi diversi tipi di enti affiancano o sostituiscono i Comuni nella gestione dei servizi sociali (es Consorzi, comprensori, distretti sociali , Asl, comunità montane etc).
Per quanto riguarda quest'ultimo punto ricordiamo che la manovra economica ha stabilito, a partire dal 2011, un taglio delle risorse ai comuni con più di 5mila abitanti, di 1,5 miliardi. Una misura che avrà sicuramente ricadute anche per quanto riguarda gli interventi e i servizi sociali. In proposito il rapporto Ifel ha calcolato un che nel Biennio 2011-2012 la correzione finanziaria imposta ai comuni si tradurrà in un taglio dei servizi pari a 100 euro pro capite il primo anno e di quasi 120 euro per il secondo.


DIFFERENZE TERRITORIALI
La spesa locale per gli interventi e i servizi sociali è passato dallo 0,39% del 2003 allo 0,42% del 2008.
Permangono però elevate differenze territoriali tra le varie zone d'Italia.


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Le Isole si collocano al di sopra delle altre aree geografiche con lo 0,52% del Pil, segue il Nord-est con lo 0,5%, il Centro con lo 0,44% il Nord-ovest con lo 0,41% e il Sud con lo 0,29%. Per quanto riguarda le regioni al di sotto dello 0,3% del Pil vi sono Calabria, Molise e Abruzzo, mentre fra le regioni che impegnano le percentuali più alte di risorse figurano la Valle D’Aosta, le province autonome di Trento e Bolzano, la Sardegna, il Friuli-Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna (con oltre lo 0,51% del Pil).
Sganciandoci dai valori percentuali e analizzando i livelli pro capite le differenze appaiono ancora più consistenti. Infatti la spesa sociale per abitante varia da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 euro nella provincia autonoma di Trento (ben 9 volte di più). Tutte le regioni del Mezzogiorno, tranne la Sardegna che risulta essere la quinta regione con la spesa più alta, si trovano al di sotto della media nazionale (168,4 euro per abitante). I Comuni del Nord-est spendono in media per l’assistenza sociale 155 euro per abitante, contro i 129 euro del Nord-ovest, i 126 del Centro, i 95 delle Isole e i 52 euro del Sud.

 

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