Venerdi, 19 Luglio 2019

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PRESTITI PERSONALI ALLE MIGLIORI CONDIZIONI DI MERCATO: IL SOCIAL LENDING E' DAVVERO LA SOLUZIONE?


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L'ultima fatica del nostro Roberto, qua su blogrisparmio, è una serie di recensione sui prestiti personali offerti dai principali istituti di credito. La crisi, infatti, ha spinto verso l'alto la richiesta di prestiti personali e soprattutto il ricorso alla cessione del quinto (in aumento del 25% rispetto all'anno precedente), di qui la nostra decisione di affrontare in modo più approfondito il fenomeno. Esiste tuttavia una terza via, che tende a tagliar fuori banche e finanziarie dalle transazioni monetarie tra soggetti in deficit e soggetti in surplus, la via del social lending. Questo tipo di prestito permette teoricamente di offrire tassi migliori del mercato, in quanto non “esistono” intermediari, se non la società che mette in contatto direttamente i privati. In passato abbiamo descritto i due principali attori sul mercato italiano Zopa e Boober, società già attive con successo in altri mercati europei. Oggi vorrei cogliere l'occasione del prossimo ingresso sul mercato del social lending di prestiamoci.it, una nuova realtà tutta italiana, per analizzare brevemente l'andamento del prestito sociale nel nostro Paese. Questa tipologia di prestito, disponibile ormai da un paio di anni, ha stentato a sfondare nel nostro Paese, a differenza di altre regioni europee in cui fin da subito l'idea ha riscosso successo. Questo a mio parere è dovuto a tre ragioni principali: un ritardo di fondo per ciò che riguarda la cultura di internet, una certa diffidenza verso le novità che riguardano investimenti alternativi (accadde anche per le azioni ordinarie e le azioni di risparmio) ed infine una grande fiducia, spesso mal posta, verso i canali tradizionali di accesso al credito. Nonostante tutto, il fenomeno stava prendendo piede allargando il proprio numero di utenti e capitale prestato, quando, nei primi giorni di luglio 2009, per Decisione della Banca D'Italia il social lending è stato spazzato via dal mercato.

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I due operatori principali (Zopa e Boober ndr) sono stati “cancellati” dall'elenco degli intermediari finanziari e inibiti alla continuazione dell'attività di reclutamento di nuovi prestatori e all'erogazione di prestiti. C'è da fare un distinguo però, mentre Zopa è stato “bloccato” direttamente, perché di fatto, secondo la Banca D'Italia, esercitava la funzione di “raccolta di risparmio” senza permesso (questa attività è propria solamente delle banche ndr), parcheggiando il denaro dei prestatori su un conto terzo in attesa di erogarlo, Boober è stato bloccato indirettamente per un motivo diverso che esula il social lending. Le modalità operative di Boober, infatti, non sono state contestate da parte della Banca D'Italia (non vi è, infatti, parcheggio su un conto terzo prima dell'erogazione), che però ha cancellato dall'elenco degli intermediari finanziari Centax.it (società che controlla boober.it), per anomalie circa la convenzione al servizio accettazione assegni, di qui la sospensione temporanea anche delle operazioni di prestito sociale. In questo scenario, non vorrei dimenticare anche la terza società di Social lending in Italia, ovvero kasbia.it, che attualmente pare abbia ricevuto un'analoga sospensione da parte della Banca D'Italia. Per queste ragioni quella che si annunciava come una vera rivoluzione nell'ambito dei prestiti personali, pare invece avviata sulla via del tramonto, non tanto per ciò che riguarda la soddisfazione dei clienti e quindi il mercato nella sua essenza, ma per quanto attiene alla regolamentazione del mercato. In attesa di sviluppi giudiziari di legittimità dell'azione della Banca D'Italia, vedremo se la stagione due del social lending, che coincide con l'ingresso di prestiamoci.it , avrà più successo della precedente.

 

RISORSE:



CREDIT
Si ringrazia l'utente fd fd di flickr per l'immagine


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