Venerdi, 15 Novembre 2019

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Nucleare: Mappa Delle Centrali e Del Rischio per Chi Risiede Vicino Agli Impianti


centrali nucleari, incidenti, rischio

Ad una settimana dall'anniversario del disastro nucleare di Fukushima (11 marzo), Greenpeace ha identificato con la mappa interattiva “ Quanto sei a Rischio?Quanto sei a Rischio?'” gli impianti nucleari presenti nel mondo. L'associazione ambientalista ha evidenziato sulla mappa 437 centrali nucleari attualmente attive nel mondo, ricordando che milioni di persone che vivono nelle vicinanze degli impianti sono a rischio di contaminazione in caso di incidente nucleare. Un pericolo che a seconda della tipologia di incidente è direttamente proporzionale alla vicinanza con gli impianti. Sostanzialmente più si è vicini più si è a rischio, ma questo assunto è vero anche in caso di corretto funzionamento delle centrali. Greenpeace ricorda infatti che non esistono reattori nucleari sicuri, in quanto gli ultimi 60 anni, nonostante le evoluzioni nella ricerca, sono costellati da incidenti nucleari, piccoli e grandi. Oltre ai casi più noti come quelli di Fukushima, Cernobyl e Three Mile Island ci sono state situazioni in cui si è arrivati vicini al disastro.

Sei anni fa, ad esempio, nella centrale nucleare di Forsmark in Svezia uno dei reattori ha rischiato di arrivare alla fusione del nocciolo a causa di un guasto ai sistemi di sicurezza, causato, paradossalmente, da un black out di corrente. Inoltre nelle ultime settimane si è saputo che anche l'impianto della centrale nucleare di Fukushima Daini, sorella della centrale del disastro di Fukushima Daichi, ha rischiato la fusione del nocciolo nelle ore successive allo tsunami.

 

LA MAPPA INTERATTIVA
La mappa creata da Greenpeace è molto interessante perchè permette di capire, tramite la connessione con il proprio account Facebook o Twitter, anche quali tra i nostri contatti si trovano più vicino ai reattori e quindi chi sono i nostri amici ad essere più a rischio.
Per quanto riguarda l'Italia sappiamo di avere centrali nucleari oltreconfine molto vicine vicine che circondano e mettono a rischio soprattutto le regioni nord occidentali. Tra le centrali più vicine possiamo citare quella di Tricastin in Francia, a 160 km dal confine italiano, dove nel 2008 si è verificato un incidente con la fuoriuscita di 30 mila litri di acqua radioattiva che si è riversata nei fiumi vicini. Anche nel 2011 si è avuto un incidente nello stesso impianto, con un incendio di un trasformatore che però, pare, non aver avuto conseguenze in termini di contaminazione. In ogni caso nei 30 km intorno a Tricastin vivono 310 mila persone e nei 75 km ne vivono 1,7 milioni.
Sempre in Francia e vicino ai confini italiani troviamo le centrali di Cruas, nella cui area vivono 250 mila e 1,28 milioni di persone rispettivamente nei 30 e nei 75 km intorno all'impianto, l'impianto di St. Alban con 620 mila (nei 30 km) e 3,6 milioni (nei 75 km) di persone residenti intorno all'impianto e la centrale di Bugey con 700 mila (nei 30 km) e 3,71 milioni di persone residenti intorno alla centrale. Passando alla Svizzera troviamo la centrale di Mueheberg con 890 mila persone che vivono nel raggio di 30 km e 3,4 milioni entro i 75 chilometri. Vi è poi la Centrale di Goesgen con 960 mila (nei 30 km) e 5,64 milioni (nei 75 km) di persone residenti intorno all'impianto e la centrale di Leibstadt con 820 mila (nei 30 km) e 5,83 milioni di persone residenti intorno alla centrale. Le distanze che abbiamo citato 30 e 75 km di area non sono prese a caso ma rappresentano rispettivamente l'area che è stata evacuata a Fukushima e quella che con una combinazione sfavorevole di venti può dover essere sgomberata in caso di disastro nucleare. Capite come la situazione sia potenzialmente critica per milioni di persone. In proposito basti pensare che uno studio ha stimato in 14 mila le morti negli Stati Uniti a causa delle radiazioni scatenate dall'incidente nucleare di Fukushima.
 
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