Il mare italiano è una delle nostre principali risorse, ma è al tempo stesso un “magnifico mare di illegalità”. A riferirlo è l'annuale rapporto Mare Nostrum di Legambiente secondo cui nello scorso anno sono stati accertati da Forze dell'Ordine e Capitanerie di porto ben 13.149 reati a danni del mare, 26 ogni giorno e quasi 2 ogni chilometro. La situazione è ben peggiore di quella descritta lo scorso anno quando le infrazioni furono 11.815 (+11,3%). Come lo scorso anno e gli anni precedenti, le regioni del Sud, quelle che hanno i paesaggi costieri più suggestivi, sono anche quelle dove si registrano più reati. In testa troviamo la Campania con il 18% del totale nazionale dei reati ambientali (2.387 infrazioni) seguita a ruota da Sicilia (1.981 infrazioni), Puglia (1.633 infrazioni) e Calabria (1.528 infrazioni). Queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa da sole sommano oltre il 57% del totale nazionale dei reati.
Il nemico numero uno delle nostre coste è l'abusivismo edilizio, un comparto che continua a prosperare nonostante la crisi dell'edilizia e tutte le lotte e le denunce contro il mattone illegale. Solo nel 2011 i sequestri delle forze dell'ordine sono stati 1.298, in media 3,5 al giorno e secondo i dati del Cresme in 12 mesi (considerando sia mare, che campagna e città) sono stati messi a segno 25.800 abusi edilizi di rilevanti dimensioni, pari al 13,4% del totale costruito.
A sfregiare le nostre coste non è solo il cemento abusivo, ma anche il “mare negato”, quello reso inaccessibile dai lidi e dagli stabilimenti che occupano l'arenile, in virtù di concessioni generosi.
Un altro dei problemi dei nostri mari e delle nostre acque riguarda il sistema di depurazione che è gravemente insufficiente. Il servizio, secondo i dati Istat, arriva a coprire si e no metà della popolazione e tra le regione messe peggio troviamo: Sicilia (47,3%), Calabria (49,9%), Marche (52,5%), Abruzzo (53,8%) e Puglia che supera di poco il 60%. L'Italia “sulla carta” depura in media il 76% delle acque, ma in realtà sono molti gli impianti che funzionano male o per niente. Ad inquinare, poi si aggiungono anche gli scarichi non allacciati alla rete fognaria che vanno direttamente nei corsi d'acqua e gli sversamenti industriali illegali.
Una situazione inaccettabile, soprattutto se si pensa che l'Italia dopo 21 anni non si è ancora adeguato alla direttiva 271 del 1991 in tema di depurazione delle acque.
Altro grosso problema è quello della pesca illegale, con ben 4.936 infrazioni accertate dalla capitaneria di porto nel corso del 2011, per un incremento del 182% rispetto all'anno precedente.
É triplicato il numero delle persone denunciate, mentre il numero dei sequestri è più che raddoppiato.
Il rapporto Mare Nostrum 2012 può essere scaricato sul sito di Legambiente a questo indirizzo
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