Venerdi, 22 Giugno 2018

Riflessioni

Inquinamento Delle Acque: É la Cina la Nazione Più Colpita

inquinamento acqua, Da una recente indagine avviata su vasta scala da Greenpeace International è emerso che la Cina è la nazione con il più alto tasso di inquinamento delle acque al mondo. Il fenomeno avrebbe infatti interessato, nell'arco dell'ultimo anno, più del 70% dei fiumi, laghi, e riserve acquifere del Paese, raggiungendo in pochissimo tempo livelli a dir poco allarmanti. Sempre dallo stesso studio, si è potuto evincere che l'inquinamento delle acque è dovuto in massima parte alle sostanze dannose in esse disciolte, derivanti da scarichi industriali, di cui circa il 20-30% provenienti da industrie manifatturiere di beni destinati al mercato USA ed europeo.

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Oggi Finiscono le Risorse Della Terra, il Pianeta Entra in Riserva

ecologia, risorse, terra, consumiScatta oggi martedi 27 settembre l'Earth Overshoot Day, ovvero il giorno in cui si “esauriscono” le risorse della Terra ed entriamo in riserva, cioè in deficit ecologico per l'anno in corso. La cosa che può apparire strana, in realtà è piuttosto seria e significa sostanzialmente che consumiamo più risorse di quelle che la Terra può offrire durante l'anno. L'idea alla base di questo concetto è un po' simile a quella del conto corrente di una banca, da dove vengono prelevati più soldi, ovvero consumate più risorse, di quelli disponibili.

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Diminuiscono i Giorni di Superamento Delle Soglie di Pm10 e i Consumi Domestici di Acqua

Istat, PM10, trasporti, inquinamento, qualità ariaSecondo l'Istat nel 2010 prosegue la riduzione del numero di giorni di superamento del valore limite di PM10, oltre il quale sussistono pericoli per la salute umana. Nello specifico lo scorso anno si è registrato un valore medio di giorni di superamento pari a 44,6 giorni, contro i 54,1 registrati nel 2009 e i 57 del 2008. La diminuzione degli scorsi dodici mesi è imputabile, secondo l'istituto di statistica sia a fattori meteo-climatici, che alla diffusione di auto meno inquinanti, senza dimenticare le modifiche alla viabilità urbana apportate da molte amministrazioni comunali.
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Ozono: l'Italia è il Paese Più Inquinato d'Europa

ozone2906.gifSecondo i calcoli dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità, l'inquinamento da ozono causa ogni anno in Europa 21 mila decessi prematuri, connessi soprattutto a malattie respiratori e  migliaia di ricoveri.
In generale l'Ozono, che è contenuto nella troposfera e rappresenta uno dei componenti principali del cosiddetto smog fotochimico, si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari. Si tratta di un elemento molto pericoloso per le vie respiratorie perchè in grado di irritarle anche a basse concentrazioni, inoltre può diffondersi anche a notevole distanza rispetto ai luoghi considerati tendenzialmente inquinati come le città e i centri industriali. Generalmente infatti l'ozono si forma soprattutto nelle zone dove c'è un'altra concentrazione di emissioni di veicoli a motore o di processi di combustione, tuttavia alte concentrazioni sono state rilevate anche in zone verdi. L'estate è solitamente il periodo più critico per l'ozono e per la salute dei cittadini a causa dell'aumento dell'irraggiamento solare. Nello specifico secondo l’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), nel 2010, il periodo in cui si è registrato il maggior numero di sforamenti dei livelli di guardia previsti dalla normativa, è stato quello compreso tra il 24 giugno e il 22 luglio. Durante questo lasso di tempo, nessuno degli stati membri dell'Ue è riuscito a rientrare entro le soglie limite previste per garantire la salute dei cittadini. I limiti previsti dalla normativa impongono una media giornaliera di 120 microgrammi di ozono per metro cubo di aria, da non superare per più di 25 giorni all’anno. Secondo il rapporto le aree più a rischio sono quelle che si affacciano sul mediterraneo e le zone centro settentrionali dell'Europa. Tra tutti gli stati europei analizzati dalla Agenzia per l'ambiente la maglia nera di Paese più inquinato d'Europa per quanto riguarda l'ozono spetta proprio all'Italia, che precede nella classifica degli stati meno virtuosi Spagna, Portogallo, Grecia e Francia.


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Dall'Agricoltura un Potenziale di Energia Verde Pari al 20% Del Totale Delle Energie Rinnovabili

trattore1906.gifLa rivoluzione verde nel nostro Paese, alla luce del risultato del referendum sul nucleare , non può non passare anche attraverso le colture vegetali coltivate per lo scopo, promuovendo l'uso dei sottoprodotti agricoli, come scarti colturali e residui zootecnici. Abbiamo visto nei giorni scorsi come secondo la Coldiretti, dall'Agricoltura italiana sia possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari, senza causare danni al territorio. Oggi è il turno di Confagricoltura, che citando i risultati del Rapporto sulle bioenergie in Italia realizzato con Nomisma, ribadisce l'importanza il ruolo primario dell'agricoltura per il bilancio energetico nazionale.
Secondo i dati presentati con l'ausilio di colture dedicate, scarti colturali e residui zootecnici sarà sarà possibile creare energia, eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane e arrivare a fornire sino al 20% dell’energia rinnovabile prevista nel 2020, contribuendo così attivamente agli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea e dal protocollo di Kyoto. Numeri decisamente importanti che rivedono al rialzo le stime del Piano di Azione Nazionale Per lo sviluppo delle Energie Rinnovabili e che potrebbero evitare al nostro Paese di dover importare energia rinnovabile dall'Estero.
C'è da segnalare, inoltre quanto diventi interessante, per tutta la comunità, investire e aumentare l'efficienza dei processi produttivi, permettendo così di evitare i costi di incenerimento degli scarti, lo stoccaggio in discariche ed avere minori emissioni di gas-serra.
Nel presentare i dati Confagricoltura ha preso in considerazione due scenari operativi: uno definito “ottimistico” in cui si prevede lo sfruttamento della metà delle potenzialità rinnovabili in agricoltura ed uno “pessimistico” in cui è previsto lo sfruttamento di solo un quinto del potenziale teorico.
Nella prima ipotesi la quota prevista garantirebbe al settore non solo l'autosufficienza energetica, ma anche la possibilità di creare valore, in un’ottica di “burden sharing” tra settori produttivi. 

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