Martedi, 22 Ottobre 2019

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Dall'Agricoltura un Potenziale di Energia Pari a Quello di Tre Centrali Nucleari


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Oggi l'agroenergia rappresenta una opportunità, infatti ,dalle campagne italiane è possibile ottenere nei prossimi dieci anni energia rinnovabile in grado di sostituire tre centrali nucleari con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e senza causare danni al territorio.
E' quanto è emerso nel corso dell'incontro promosso dalla Coldiretti a Venezia "Per una filiera agricola italiana e rinnovabile" sul futuro energetico dell'Italia dopo il netto risultato del referendum abrogativo che ha respinto la costruzione di centrali nucleari in Italia .
In questo nuovo scenario - ha sottolineato la Coldiretti - "l'agricoltura gioca un ruolo decisivo proponendosi di contribuire al bilancio energetico nazionale con una produzione di energia verde effettivamente sostenibile per l'ambiente ed integrata col territorio, privilegiando l'efficienza energetica degli impianti agricoli di piccole dimensioni, di impiegare l'energia termica prodotta evitando gli sprechi e valorizzando i residui delle attività agricole, forestali e zootecniche”.
Secondo lo studio presentato dalla stessa associazione, la produzione energetica potenziale complessiva dell'agricoltura al 2020 può raggiungere infatti 15,80 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio), 4,3 Mtep prodotti attualmente dal settore con i 11,50 Mtep che potenzialmente potrebbero aggiungersi e diventare realtà nei prossimi dieci anni.
Il risultato di un tale scenario sarebbe un contributo pari all'8% del bilancio energetico nazionale al 2020, somma del 2,2% attuale più la quota di espansione potenziale del 5,9% per cento. Inoltre sul piano ambientale, si potrebbero evitare emissioni pari a 26,37 milioni di tonnellate all'anno di anidride carbonica (CO2), mentre si avrebbe un impatto occupazionale al 2020 di poco meno di 100 mila unità. Dato quest'ultimo in linea con quanto calcolato anche dalla Cgil nel “Dossier Energia e lavoro sostenibile”.
Sul piano degli incentivi, sottolinea la Coldiretti , risulta di vitale importanza che i decreti attuativi della recente riforma del settore delle rinnovabili (Dlgs 3 marzo 2011, n.28) vengano emanati con sollecitudine, superando quelli che fino ad oggi sono stati i fattori che ne hanno limitato lo sviluppo. 


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Su tutti l'indifferenziazione delle tariffe, la mancanza di premialità per l'efficienza energetica e per la maggiore sostenibilità economica e ambientale di impianti alimentati da biomasse di origine locale o provenienti da filiere corte. Un concetto quest'ultimo decisamente interessante, perchè presuppone brevi spostamenti delle biomasse per raggiungere  l'impianto e quindi minori emissioni di Co2, dovute ai trasporti su gomma.
Anche dal punto di vista tecnologico - ha continuato la Coldiretti - si apre una nuova sfida, che dovrà passare per l'adattamento delle tecnologie degli impianti alle dimensioni ed alle strutture delle realtà produttive agricole e di allevamento nazionali, costituite essenzialmente da imprese di dimensioni medie e piccole, tipiche della struttura economia italiana. Importante - ha concluso la Coldiretti - è anche sostenere lo sviluppo di sistemi e di tecniche complementari, quali quelle per l'abbattimento dei carichi azotati a valle della produzione di biogas da reflui zootecnici, o innovative come le produzioni di biocarburanti di nuova generazione. Tutto ciò, ovviamente senza fare ricorso agli Ogm.

 

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