La qualità dell'aria delle città
italiane, nonostante il piccolo
miglioramento rilevato dal'Istat, rimane pessima. A ribadire la
drammaticità della situazione è stata nei giorni scorsi,
Legambiente con la presentazione dell'annuale rapporto Mal d'Aria. In
Europa secondo l'Eurostat e 'Agenzia
Europea per l'Ambiente, tra
le 30 città più inquinate, ben 17 sono italiane e solo in
Bulgaria si può respirare un aria peggiore della nostra. Tuttavia
nel 2010 sono stati 48 i comuni capoluogo di provincia (30 dei quali
localizzati in Pianura Padana) ad aver superato per più di 35 giorni
il limite di legge di 50 μg/m3
per la protezione della salute
umana, nove in meno rispetto all'anno precedente. Una piccola boccata
d'aria che non risolve il problema, visto che in 21 città i giorni
di superamento del limite sono pari al doppio di quelli concessi, con
Torino in testa (134 giorni di superamento dei limiti relativi alle
polveri sottili).
Legambiente ricorda che in Europa il
PM10 causa ogni anno più di 350 mila morti premature, mentre in
Italia se ne contano circa 6mila (dati Nomisma). I principali artefici di questa
situazione sono l'industria e i trasporti che risultano essere le
fonti maggiori degli inquinanti che compromettono la qualità
dell'aria. Soprattutto il settore dei trasporti su gomma è
responsabile dell'emissione del l 34,7% del PM10, dell 55,5% del
benzene, del 51,7% degli ossidi di azoto e del 43,1% del monossido
di carbonio. Ma non va dimenticato il contributo dell'industria del
settore siderurgico e petrolchimico che rilascia in atmosfera il
75,5% degli Sox, (ossidi di zolfo) il
31,5% degli IPA (idrocarburi
policiclici
aromaticI)
e il 28,8% del PM10
e quello dei
riscaldamenti domestici responsabili del 18,7% delle polveri sottili
e del 46% degli
idrocarburi policiclici aromatici. Per dare una
quantificazione del problema Legambiente ricorda i dati relativi all'Inventario
nazionale delle emissioni redatto da Ispra secondo cui in Italia nel
2008 (ultimo dato disponibile) si sono prodotte:
- 3 milioni di tonnellate di monossido di carbonio (CO),
- quasi 9mila tonnellate di benzene,
- 1 milione di tonnellate di ossidi di azoto (NOx),
- 153 mila tonnellate di polveri sottili (PM10)
- 293 mila tonnellate di ossidi di zolfo (SOx)
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Un quadro grave reso ancor più
drammatico dall'immobilismo del nostro Paese sul fronte politico che
ha portato al deferimento da parte della Corte di Giustizia per il
non rispetto della Direttiva Europea sulla qualità dell'aria,
in
particolare rispetto ai limiti del PM10. Un provvedimento definitivo,
nonostante i tentativi del Governo di spuntare l'ennesima deroga, che
costerà caro all'Italia in termini economici (sanzione) e costa già
molto caro in termini di salute. Di fatto Bruxelles ha individuato la
mancanza di misure sostanziali da parte dell'Italia per risolvere la
situazione.
Parte del rapporto di Legambiente,
disponibile per il download a questo
indirizzo
, è poi dedicata ai temi molto interessanti della
mobilità dolce (ovvero la mobilità ciclabile e pedonale) e
dell'inquinamento acustico, entrambi connessi al settore dei
trasporti su strada.
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