Venerdi, 19 Luglio 2019

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L'ITALIA È UN PAESE IN GRAVE STRESS IDRICO, SERVONO 64 MILIARDI DI INVESTIMENTI NEI PROSSIMI 30 ANNI


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Le famiglie italiane spendono circa 134 euro all'anno per il servizio idrico per un consumo di 100 metri cubi d'acqua o 201 euro se il consumo arriva a 150 litri d'acqua. Dato quest'ultimo più comune se si considera una famiglia di tre componenti, visto che secondo l'ultimo rapporto Istat (dati 2009) il consumo procapite d'acqua per uso domestico è stato pari a 68 metri cubi, in diminuzione dello 0,7% rispetto al 2008. A fotografare lo stato del sistema idrico italiano è il Blue Book 2010, il rapporto sulle variabili che caratterizzano “l'acqua pubblica“ nel nostro Paese, realizzato da Anea (Associazione nazionale autorità' e enti di ambito) e dal centro ricerche Utilitatis. Secondo i dati presentati negli ultimi due anni si è registrato un aumento del 6,5% per quanto riguarda la spesa annuale per l'acqua di una famiglia che consumo 150 mc di acqua. Precisamente l'acqua è aumentata del 2,2% tra il 2008 e il 2009 e del 4,2% tra il 2009 e il 2010. Nonostante gli aumenti registrati 8 (e le inefficienze), però, il servizio idrico italiano continua ad essere piuttosto leggero sui bilanci delle famiglie, visto che incide solamente per lo 0,8% sulla spesa mensile di una famiglia, molto meno, rileva il rapporto, di trasporti ed energia. Ricordiamo che però secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Economia le tariffe idriche sono cresciute solo nell'ultimo anno del 6%.
A livello geografico gli esborsi più elevati, si registrano in Toscana con 193 euro per un consumo di 100 mc e 301 euro per 150 mc. Al secondo posto troviamo la Liguria con rispettivamente 178 e 258 euro l'anno, mentre al terzo l'Emilia Romagna con 173 euro e 270 euro. Dall'altra parte la regione più economica risulta essere il Molise con 43 euro l'anno per 100 mc e 73 euro per150 mc, seguita dalla Lombardia con 60 e 91 euro annui.
Il prezzo delle tariffe dell'acqua è per il 90,9% composto da componenti a copertura dei costi: il 47,1% per il servizio di acquedotto, il 26,5% per la quota di depurazione, l'11,3% per il servizio di fognatura, mentre la quota fissa incide sul prezzo per il 6,1%.
Guardando la tariffa reale media, ponderata per la popolazione residente, il costo di un metro cubo d'acqua è pari a 1,37 euro. Un valore che tenderà ad aumentare nei prossimi anni e raggiungerà nel 2020 il valore medio di 1,63 euro (+19%), con grosse differenze tra le regioni. Da un lato la regione più economica sarà la Lombardia dove un metro cubo d'acqua costerà 0,99 euro, mentre quella più cara sarà ancora la Toscana con 1,92 euro a metro cubo.
Gli aumenti saranno diretta conseguenza degli investimenti necessari per la manutenzione e lo sviluppo del sistema idrico, molto simile ad un colabrodo. Il Blue Book stima che nei prossimi 30 anni le società che gestiscono il servizio dovrebbero investire circa 2,13 miliardi l'anno, per un totale di 64,12 miliardi di euro.


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Allo stesso tempo fino al 2020 dovrebbero aumentare i consumi d'acqua di circa il 3% con punte del 4,3% e del 7,2% nel Mezzogiorno e nelle Isole.
Nonostante gli aumenti l'Italia risulta un Paese molto competitivo sul fronte delle tariffe dell'acqua, sebbene il Blue Book inserisca il nostro Paese tra gli Stati europei in grave stress idrico (assieme a Spagna, Cipro, Malta).
Lo stress idrico misura la quantità di risorse idriche di acqua dolce utilizzate rispetto a quelle totali. Quanto questo rapporto super il 20%, si identifica una situazione di stress, mentre sopra il 40% lo stress diventa grave. A livello europeo la media è pari al 13%, con i Paesi dell'Area Mediterranea più Romania, Belgio, Danimarca, e Gran Bretagna in situazione di stress idrico.
La situazione italiana risulta complessa sia per le inefficienze del sistema idrico, sia per il fatto che il nostro Paese risulta essere lo Stato europeo con la maggiore estensione agricola irrigata. Una superficie che potrebbe produrre cibo per circa 200milioni di abitanti, eppure a causa delle inefficienze agricole (e dei vincoli europei sulla commercializzazione) il nostro Paese presenta un deficit commerciale in campo alimentare. Argomento che abbiamo già trattato in sede di presentazione dell'iniziativa “Un anno contro lo spreco”, dove emerse che ogni anno in Italia si spreca una quantità di cibo tale che potrebbe soddisfare i consumi annuali di un paese come la Spagna.

   


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Si ringrazia l'utente darkpatatordarkpatator di flickr per l'immagine


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