L'Istat ha presentato i risultati
dell'analisi sulla qualità dell'aria nelle città europee, sulla
base dei dati dell'Agenzia Europea per L'ambiente (EEA) relativi al
periodo 2004-2008. L'indagine ha preso in considerazione 221 città
Europee appartenenti a 23 dei 27 paesi che compongono l'Unione
Europea. Tra le città analizzate ci sono anche 23 città italiane. I
dati raccolti sono stati sintetizzati in un unico indicatore,
definito dal numero medio di volte in cui si superano i limiti di
legge delle concentrazioni di PM 10, Ozono e Biossido di Azoto. Prima
di analizzare i dati più dettagliatamente cominciamo col dire che
tra le prime 30 città europee maggiormente inquinate ben 17 sono
italiane, con Torino al secondo posto assoluto nel 2008 dietro
solamente alla città bulgara di Plovdiv. Copleta questo triste podio
Brescia, seguita da Milano al quarto posto. All'opposto i primi
cinque posti della classifica delle città col la migliore qualità
dell'aria sono occupate da città del Nord Europa: Tallinn in
Estonia, Stoccolma, Lund e Malmoe in Svezia. Per quanto riguarda le
città italiane Torino ha fatto registrare un miglioramento, che gli
ha fatto perdere la palma di città più inquinata d'Europa, detenuta
nel 2004 e 2005, mentre Milano presenta valori sostanzialmente
stabili. La città meno inquinata d'italia risulta Palermo, che
migliora il proprio indice di riferimento rispetto ai valori del 2004
e 2005.
Nella classifica dei Paesi più
inquinati, costruita utilizzando i dati delle città analizate,
ponderati con i valori della rispettiva popolazione al 2004,
osserviamo al primo posto la Bulgaria, seguita dalla Grecia e
dall'Italia. I tre paesi hanno rispettivamente un indice sintetico di
qualità superiore 2,0, 1,5 e 1,4 volte ai parametri di legge.
Viceversa i 3 Paesi che presentano i valori migliori dellindice
sono Estonia, Svezia e Finlandia. Va detto per precisione che la
percentuale di popolazione coperta di ogni Paese non è elevatissima,
visto che al massimo è pari al 30,4% nel Regno Unito che ha 36
città analizzate. Per lo stesso motivo il dato della Grecia, che
risulta il secondo Paese più inquinato, può non essere così
rappresentativo avendo la Repubblica Ellenica una sola città
presente nell'analisi e una percentuale di popolazione rappresentata
pari al 7,6%
Il particolato è costituito dal materiale non gassoso persente in sospensione nell'aria. Gli effetti sulla salute umana dipendono essenzialmente dalla concetrazione e dalla dimensione delle particelle. Il particolato con diametro minore di 10 micron (PM 10) penetra più facilmente nelle vie respiratorie, mentre quello di dimensioni inferiori (meno di 2,5 micron) raggiunge rachea bronchi e alveoli polmonari.
Torino con più di cento giorni di superamento del valore limite (fissato a 50 μg/m3) risulta la quarta città più inquinata, preceduta da Plovdiv (208 giorni), Sofia e Cracovia. Tra le prime trenta città più inquinate da pm 10, ben 11 sono italiane. Dopo Torino, in ordine di classifica abbiamo Milano, Brescia, Padova, Modena, Bergamo, Pescara, Napoli, Venezia, Rimini e Reggio Emilia. Guardando i dati nel periodo Torino e Milano mostrano segnali di miglioramento, al contrario di Napoli. Fra le città italiane si distingue Bologna che che sia nel 2007 e nel 2008 è stat la città italiana con il più basso livello di inquinamento da PM 10, con rispettivamente 5 e 2 giornate di superamento dei valori limiti.
OZONO
L'Ozono, contenuto nelle troposfera,
rappresenta un componente importante dello smog fotochimico che,
anche in concentrazioni molto basse, causa irritazione alle vie
respiratorie. L'ozono troposferico si produce per effetto della
radiazione solare in presenza di inquinanti primari.
Torino raggiunge il triste primato di
città europea con il maggior numero di giorni (77) di superamento
del valore limite di 20 μg/m3, seguito da Bologna (71,5) e Bergamo
(69) che completa questo podio tutto italiano.
A livello di Paese, tutti gli stati
Europei mostrano un valore medio al di sotto del valore soglia di 25
giorni, tranne Italia, Grecia ed Ungheria
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
BIOSSIDO DI AZOTO
Gli ossidi di azoto sono tra i maggiori
responsabili dell'elevata acidità delle piogge oltre che dannosi per
gli animali, soprattutto per la mucosa respiratoria.
Vengono prodotti dai processi di
combustione ad alta temperatura, come gli impianti di riscaldamento e
i motori a scoppio delle automobili.
Nel 2008 la città città europea con
il valore più elevato di concentrazione annua di biossido di azoto3,
pari a 66,6 μg/m3 è stata Napoli. Il valore limite annuo pari a
66,6 μg/m3 è stat superato anche a Brescia, l'immancabile Torino,
Modena, Milano, Roma, Padova, Genova, e Reggio Emilia. Firenze,
Rimini, Trento, Perugia, e Venezia, invece, presentano valori di
concentrazione annua inferiore a 40 μg/m3. Fra le
prime trenta città europee con i valori più elevati della
concentrazione annuale di biossido di azoto vi sono 16 città
italiane, quattro del Regno Unito, 3 francesi, 2 tedesche e 2
spagnole ed una per Paesi Bassi, Grecia e Bulgaria.
CONCLUSIONI
Vista la drammatica situazione delle
città italiane speriamo che il governo cambi idea sul taglio
dei
certificati verdi, recentemente varato e abbandoni la
propria politica di ritorno al nucleare in favore di maggiori
investimenti nelle rinnovabili.
[Via:Istat.it ] |
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RISORSE:
CREDIT
Si ringrazia l'utente thewritingzone
di flickr per l'immagine
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