La fine dell'anno porta con sé la
necessità di fare qualche bilancio sui dodici mesi appena trascorsi.
Quello ambientale porta il segno negativo, almeno secondo
l'autorevole opinione del WWF Italia. L'associazione punta il dito
contro l'azione di Governo che manca di una vera e propria strategia
di sostenibilità e relega la questione ambientale a margine del
contesto generale. In più il WWF riscontra una significativa
difficoltà amministrativa e di ruolo del Ministero dell'Ambiente,
anche a causa dei consistenti tagli di risorse che ha subito. Il
fallimento delle politiche ambientali italiane passa per le politiche
energetiche in cui il nostro Paese risulta quello più arretrato a
livello comunitario nel raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.
Situazione a cui la scelta di puntare sul nucleare non porterà certo
rimedio, soprattutto perchè disincentiva la crescita di energie
alternative e di azioni tese al risparmio e allefficienza
energetica. Soprattutto considerato il fatto che il Nucleare non
garantirà nemmeno risparmi in termini di costo, visto che, come
sottolineato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile,
l'elettricità
prodotta da centrali nucleari costa il 16% in più di quella prodotta
da centrali a gas e il 21% in più di quella da centrali a carbone.
Bocciatura anche sul
fronte della linea di sviluppo delle opere infrastrutturali, che
risulta focalizzata sul comparto stradale e che quindi non porterà
ad una diminuzione di gas serra provenienti dal settore dei
trasporti.
La tutela del
territorio risulta ancora insufficiente, come dimostrato anche dai
danni delle recenti alluvioni in Veneto e in Liguria , perchè non
vengono messe in atto efficaci misure di prevenzione del dissesto
idrogeologico. La crisi economica ha frenato ulteriormente gli
investimenti in questo campo, tuttavia, come sottolineato
recentemente da Legambiente, risultano oltre
3 milioni e 500 mila i cittadini esposti al pericolo di frane o
alluvioni. Una situazione inaccettabile
soprattutto perchè i mancati interventi risultano superiori agli
investimenti necessari e spesso portano conseguenze disastrose non
solo sul piano economico. Se non si interviene sulla prevenzione,
molto si potrebbe fare (e non si fa) quantomeno sul fronte urbanistico dove si
lascia spazio ad un'occupazione del territorio senza freni, spesso in
deroga alle normative urbanistiche e paesaggistiche.
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Nel settore della tutela del patrimonio ambientale italiano, il WWF registra una grave crisi dei parchi, salvati in estremis da un intervento della finanziaria e un aumento delle lobby venatorie che trovano un grande appoggio soprattutto a livello regionale.
L'unico segno positivo rilevato dal WWF riguarda lo sforzo fatto per adeguarsi al contesto internazionale sulla Convenzione della Biodiversità che ha visto nel 2010 lapprovazione della strategia nazionale. Come spesso accade però, il vero banco di prova sarà il recepimento regionale.
Se i dati degli ultimi dodici mesi risultano negativi, la paura maggiore del WWF riguarda il futuro a partire dal 2011. L'associazione, infatti, non solo non vede nessun segnale di una politica ambientale di tipo europeo, ma anzi rileva azioni tese a sacrificare ogni misura di tutela e di conservazione nel nome di interessi specifici. Un orientamento di fondo che il WWF riscontra non solo nel governo ma anche nella politica italiana nel suo completo, che risulta di fatto inefficace nel tutelare i valori ambientali.
[Via:WWF Italia ] |
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RISORSE:
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Migliora la mobilità sostenibile, in calo le auto di proprietà e il pm10. più spazio al bike sharing
CREDIT
Si ringrazia l'utente ucumari
di flickr per l'immagine
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