Giovedi, 24 Ottobre 2019

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WWF: IL BILANCIO 2010 È NEGATIVO PER L'AMBIENTE, MANCA UNA POLITICA ORIENTATA ALLA TUTELA AMBIENTALE


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La fine dell'anno porta con sé la necessità di fare qualche bilancio sui dodici mesi appena trascorsi. Quello ambientale porta il segno negativo, almeno secondo l'autorevole opinione del WWF Italia. L'associazione punta il dito contro l'azione di Governo che manca di una vera e propria strategia di sostenibilità e relega la questione ambientale a margine del contesto generale. In più il WWF riscontra una significativa difficoltà amministrativa e di ruolo del Ministero dell'Ambiente, anche a causa dei consistenti tagli di risorse che ha subito. Il fallimento delle politiche ambientali italiane passa per le politiche energetiche in cui il nostro Paese risulta quello più arretrato a livello comunitario nel raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Situazione a cui la scelta di puntare sul nucleare non porterà certo rimedio, soprattutto perchè disincentiva la crescita di energie alternative e di azioni tese al risparmio e all’efficienza energetica. Soprattutto considerato il fatto che il Nucleare non garantirà nemmeno risparmi in termini di costo, visto che, come sottolineato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, l'elettricità prodotta da centrali nucleari costa il 16% in più di quella prodotta da centrali a gas e il 21% in più di quella da centrali a carbone.
Bocciatura anche sul fronte della linea di sviluppo delle opere infrastrutturali, che risulta focalizzata sul comparto stradale e che quindi non porterà ad una diminuzione di gas serra provenienti dal settore dei trasporti.
La tutela del territorio risulta ancora insufficiente, come dimostrato anche dai danni delle recenti alluvioni in Veneto e in Liguria , perchè non vengono messe in atto efficaci misure di prevenzione del dissesto idrogeologico. La crisi economica ha frenato ulteriormente gli investimenti in questo campo, tuttavia, come sottolineato recentemente da Legambiente, risultano
oltre 3 milioni e 500 mila i cittadini esposti al pericolo di frane o alluvioni. Una situazione inaccettabile soprattutto perchè i mancati interventi risultano superiori agli investimenti necessari e spesso portano conseguenze disastrose non solo sul piano economico. Se non si interviene sulla prevenzione, molto si potrebbe fare (e non si fa) quantomeno sul fronte urbanistico dove si lascia spazio ad un'occupazione del territorio senza freni, spesso in deroga alle normative urbanistiche e paesaggistiche.


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Per approfondire l'argomento consigliamo di leggere il rapporto “un'altra casa?” realizzato da Legambiente, in cui viene affrontato anche il tema dell'emergenza abitativa.
Nel settore della tutela del patrimonio ambientale italiano, il WWF registra una grave crisi dei parchi, salvati in estremis da un intervento della finanziaria e un aumento delle lobby venatorie che trovano un grande appoggio soprattutto a livello regionale.
L'unico segno positivo rilevato dal WWF riguarda lo sforzo fatto per adeguarsi al contesto internazionale sulla Convenzione della Biodiversità che ha visto nel 2010 l’approvazione della strategia nazionale. Come spesso accade però, il vero banco di prova sarà il recepimento regionale.
Se i dati degli ultimi dodici mesi risultano negativi, la paura maggiore del WWF riguarda il futuro a partire dal 2011. L'associazione, infatti, non solo non vede nessun segnale di una politica ambientale di tipo europeo, ma anzi rileva azioni tese a sacrificare ogni misura di tutela e di conservazione nel nome di interessi specifici. Un orientamento di fondo che il WWF riscontra non solo nel governo ma anche nella politica italiana nel suo completo, che risulta di fatto inefficace nel tutelare i valori ambientali.

[Via:WWF ItaliaWWF Italia ]

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Si ringrazia l'utente ucumariucumari di flickr per l'immagine

 


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