Ogni giorno in Italia si compie una
battaglia tra chi cerca di difendere l'ambiente a favore di tutta
la collettività e chi invece commette crimini e delitti, in ragione
di qualche tornaconto personale. Questa battaglia silenziosa a tutela
dell'ambiente viene svolta dalle forze dell'ordine, dalla
magistratura e anche da alcune Onlus. Ed è proprio una delle più
famose associazioni ambientaliste, il WWF Italia, a diffondere alcuni dati
sullattività del proprio settore legale contro i
crimini
ambientali, in coincidenza con lapertura
ufficiale dellAnno
giudiziario (28 gennaio ndr). Secondo quanto comunicato
dall'associazione i delitti contro ambiente e salute in Italia sono
all'ordine del giorno e provocano un vero e proprio danno alla
nazione. Si calcola che nel 2010 gli eco avvocati del WWF si siano
occupati di oltre 250 udienze nei tribunali penali ed amministrative,
mentre dal 1986 ad oggi le cause sono state oltre 2mila.
I nemici contro cui combattere sono
molti, sparsi per tutta la penisola, dalle industrie inquinanti, ai
privati che minano l'integrità di boschi e fiumi, a chi ancora
promuove progetti deturpanti per il paesaggio o abusivi.
Per dare
un'idea della gravità fenomeno, il Wwf segnala che il numero delle
violazioni in materia di tutela
ambientale, salute e sicurezza dei
lavoratori e dei cittadini, è pari a circa uno ogni 43 minuti (dati
del Ministero dell'Ambiente).
In questo scenario un compito
fondamentale è svolto dalla magistratura, che sottolinea il
presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, non solo sanziona ma
indirizza correttamente lazione
della società che può incidere
sul patrimonio naturale e la salute dei cittadini. Per svolgere il
proprio compito, però la Magistratura ha bisogno di poter contare su
uno strumento importante come le intercettazioni, che risultano
fondamentali per per fermare i crimini ambientali.
Senza questa possibilità, rileva il
WWF, molti reati
cosiddetti ambientali non potrebbero essere
più scoperti, in primis tutti quelli sul traffico illegale di
rifiuti, una delle piaghe del nostro Paese,
soprattutto in alcune Aree. Anche perchè il reato ambientale viene
spesso scoperto partendo da altri abusi di tipo amministrativo, o,
come nel caso delle cosiddette ecomafie indagando su fatti non
direttamente collegati.
UNA BATTAGLIA AD ARMI SPUNTATE
Nonostante l'impegno profuso, ha
sottolineato la responsabile Ufficio legale - legislativo del WWF Italia,
Patrizia Fantilli, il contrasto al crimine ambientale avviene con armi
spuntate. Questo perchè ad oggi le sanzioni previste dalle leggi di
tutela dellacqua, dellaria, del suolo, delle aree protette e
della fauna, sono esclusivamente di natura contravvenzionale
(art 39 del codice penale).
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
Si rende necessario, perciò portare avanti l'iter parlamentare relativo all'introduzione nel Codice penale delle Disposizioni in materia di delitti contro lambiente. Il WWF chiede che sia inserita nel codice penale una sezione dedicata ai Delitti contro lambiente e che vengano attuate concretamente alcune leggi europee, come laDirettiva sulla tutela penale dellambiente (Direttiva 2008/99/CE) che prescrive, appunto, a tutti Paesi europei un sistema di sanzioni efficaci per la prevenzione e la repressione dei crimini ambientali.
E' inoltre importante, continua l'associazione, che sia predisposta una disciplina più efficace che renda effettiva la riparazione dei danni ambientali a seguito delle sentenze di condanna. E inconfutabile, infatti, la constatazione del fatto che molti dei danni finora provocati al patrimonio ambientale italiano non siano stati mai riparati, dagli abusi sul territorio agli incendi, dallinquinamento ai danni alla fauna.
[Via: WWF ] |
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