Venerdi, 21 Giugno 2019

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TELEFONIA FISSA E PORTABILITA' SUCCESSIVA


ImageSollecitato da Alberto esploro un campo, ahimè,  un po' oscuro, ovvero quello della portabilità nelle comunicazioni. Come i più "mobile" di voi sapranno, non è affatto un problema, cambiare gestore di telefonia mobile in corsa, mantenendo il proprio numero classico. Si tratta di un'operazione, infatti, molto semplice, diffusa e soprattutto ripetibile, in quanto non ci sono limitazioni alla successiva possibilità di passare ad altri gestori, dopo aver già effettuato il trasferimento del numero. Quest'ultimo aspetto è molto importante ai fini della convenienza per i clienti finali, in quanto gli operatori di mercato, non disponendo di forti  barriere all'uscita, sono costrette dalle leggi di mercato (escludendo eventuali comportamenti collusivi) ad una intensa concorrenza dal lato dell'offerta. Il che tradotto significa, se non automaticamente costi in discesa, quantomeno, un'evoluzione delle tariffe verso  un migliore adattamento alle esigenze dei clienti. Fin qui tutto bene. Il problema, come rileva Alberto, si ha quando si cerca di applicare quelli, che poi sono semplici principi di un mercato libero, alla telefonia fissa. Che succede infatti? In Pratica nella rete fissa...

 

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...è ammessa la portabilità del numero per cambiare il gestore (normalmente venendo da Telecom Italia) , ma è negata la portabilità successiva, ovvero al massimo si può ritornare a Telecom Italia( con costi di ristoro e tempistiche di accesso) ma non passare direttamente ad un terzo gestore. Questa situazione sicuramente non gioca a favore dei consumatori e nemmeno della libera concorrenza, ma tenta di proteggere un vantaggio competitivo acquisito, da parte del principale operatore di mercato. Mi rendo, altresì, conto della maggior complessità aziendale della Telefonia fissa rispetto a quella Mobile, soprattutto per ciò che riguarda i costi fissi, tuttavia non capisco come un'azienda di comunicazioni, possa misurarsi su quelli che sono i propri scenari di competenza (ovvero globali e non nazionali) non ponendo al centro della propria strategia di Business l'efficienza e la soddisfazione dei clienti, ma cercando di mantenere quota di mercato con barriere di dubbia solidità  (legale in primis). Il quadro, aldilà di cosa sia giusto o sbagliato, è piuttosto complesso e vede quattro attori cercare di dirimere il bandolo della matassa : Telecom Italia, Associazioni Consumatori, Operatori Alternativi e Autorità Garante. La speranza è che  l'evoluzione della questione tenga si conto, delle necessità aziendali (di tutti gli operatori) ma che si sostanzi, in  una direttrice che corra verso una maggiore convenienza  e modulabilità delle offerte, per i consumatori finali. Per ulteriori informazioni e sviluppi il vi invito a leggere e seguire AlblogAlblog.


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